Il Parlamento della Moldavia ha approvato un stato di emergenza nazionale di 60 giorni a partire dal 16 dicembre, a causa del rischio di interruzione delle forniture di gas russo dal 1° gennaio. La decisione, sostenuta da 56 dei 101 membri del Parlamento, è stata proposta dal primo ministro Dorin Recean per garantire il rifornimento di gas alla regione separatista della Transnistria e porre fine al “ricatto del gas” da parte della Russia. Lo stato di emergenza consentirà al governo di rispondere rapidamente a eventuali problemi energetici e di evitare una crisi umanitaria, considerando l’insufficienza delle risorse energetiche che minaccia la sicurezza del paese.
La Moldavia, che ha circa 2,6 milioni di abitanti ed è candidata all’adesione all’Unione Europea, sta cercando di diversificare le sue fonti di energia, ma dipende ancora dalla centrale di Cuciurgan, in Transnistria, che fornisce il 70% dell’elettricità dal gas russo. La Moldavia è preoccupata per la decisione dell’Ucraina di non rinnovare il contratto per il trasporto del gas russo, ma Recean ha minimizzato il rischio, sottolineando che Gazprom potrebbe utilizzare altre rotte per il trasporto del gas.


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