Gas serra: il settore energetico pesa per il 75,7% delle emissioni globali

Nonostante il predominio del settore energetico, gli altri settori giocano un ruolo importante. L’agricoltura, ad esempio, genera emissioni rilevanti di metano e protossido di azoto attraverso l’allevamento e i terreni agricoli

Le emissioni globali di gas serra sono aumentate del 51% tra il 1990 e il 2021, contribuendo significativamente al riscaldamento globale. Questo incremento sta amplificando eventi climatici estremi come tempeste, inondazioni, incendi e ondate di calore, fenomeni che stanno diventando sempre più devastanti e frequenti. Capire da dove provengono queste emissioni è cruciale per sviluppare strategie efficaci per affrontare la crisi climatica.

Le emissioni di gas serra possono essere suddivise in cinque settori principali: energia, che rappresenta il 75,7% delle emissioni globali; agricoltura, con l’11,7%; processi industriali, al 6,5%; rifiuti, al 3,4%; e uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura, che contribuiscono al 2,7%. Tra questi, il settore energetico domina, con le maggiori emissioni provenienti dalla produzione di elettricità e calore (29,7%), trasporti (13,7%) e industria manifatturiera e delle costruzioni (12,7%). Attività specifiche, come il trasporto su strada e l’utilizzo di combustibili fossili per uso domestico, rappresentano ulteriori contributi significativi.

Nonostante il predominio del settore energetico, gli altri settori giocano un ruolo importante. L’agricoltura, ad esempio, genera emissioni rilevanti di metano e protossido di azoto attraverso l’allevamento e i terreni agricoli, mentre i processi industriali, come la produzione di cemento e prodotti chimici, hanno registrato una crescita del 225% dal 1990. Anche i rifiuti contribuiscono con emissioni di metano dalle discariche, mentre il settore dell’uso del suolo presenta un bilancio complesso tra emissioni e assorbimenti di carbonio.

L’anidride carbonica costituisce il 74% delle emissioni totali di gas serra, principalmente derivante dall’uso di combustibili fossili. Tuttavia, altri gas serra come il metano, il protossido di azoto e i gas fluorurati, sebbene rappresentino una quota minore, hanno un potenziale di riscaldamento globale molto elevato. Questi cosiddetti “super inquinanti” offrono opportunità di mitigazione significative ma spesso trascurate.

Affrontare le emissioni di gas serra alla fonte è essenziale per limitare l’aumento della temperatura globale. Secondo le proiezioni attuali, per mantenere il riscaldamento entro 1,5°C, le emissioni devono essere ridotte del 42% entro il 2030 e del 57% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, le politiche attuali porterebbero a una riduzione inferiore all’1%, ben lontana dall’obiettivo richiesto.

Per raggiungere questi obiettivi, i governi devono aumentare significativamente le loro ambizioni climatiche. Questo include lo sviluppo di piani nazionali più incisivi, strategie a lungo termine e un impegno netto verso emissioni zero. Azioni prioritarie comprendono l’eliminazione graduale del carbone nella produzione di elettricità, il contrasto alla deforestazione, l’adozione di combustibili a basse emissioni di carbonio e l’incremento dei finanziamenti per il clima.

La disponibilità di dati chiari e accurati è fondamentale per creare strategie mirate ed efficaci. Solo comprendendo i flussi di emissione e collegandoli ai settori responsabili sarà possibile evitare approcci frammentati e sviluppare politiche climatiche che rispondano alle sfide complesse della crisi climatica globale.