L’Agenzia spaziale europea (ESA), il Ministero polacco dello sviluppo economico e della tecnologia e l’Agenzia spaziale polacca (POLSA) hanno annunciato che il nome ufficiale della missione scientifica e tecnologica polacca verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sarà “Ignis“. Questa missione farà parte di Axiom 4 (Ax-4) a cui è assegnato Sławosz Uznański, selezionato come membro della riserva di astronauti dell’ESA nel novembre 2022 dopo un processo di selezione durato un anno. È diventato un astronauta da progetto dell’ESA il 1° settembre 2023 per la familiarizzazione con l’addestramento in previsione del volo in una futura missione spaziale.
Questa missione rappresenta una collaborazione fondamentale tra l’ESA e la Polonia, a sostegno dell’attuale partenariato sui voli spaziali commerciali con equipaggio umano nell’ambito del programma di missioni Axiom Space.
Per questa missione, Sławosz Uznański fungerà da specialista di missione sotto il comando del direttore dei voli spaziali umani di Axiom Space ed ex astronauta della NASA Peggy Whitson. Questo volo renderà Sławosz il 2° polacco nello Spazio e il 1° a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. L’equipaggio assegnato include anche il pilota Shubhanshu Shukla dall’India e lo specialista di missione Tibor Kapu dall’Ungheria.
In attesa dell’approvazione finale del Multilateral Crew Operations Panel (MCOP) per la missione alla Stazione Spaziale, l’equipaggio dell’Ax-4 sta seguendo un rigoroso addestramento presso strutture in tutto il mondo. Tra queste, l’European Astronaut Centre dell’ESA in Germania, così come presso strutture gestite da Axiom Space, NASA e SpaceX negli USA e JAXA in Giappone, per dotarli delle competenze e delle conoscenze necessarie per la missione. Il landio avverrà con un razzo SpaceX Falcon 9, a bordo di una capsula Crew Dragon.
Ax-4 sarà la seconda missione spaziale commerciale con un astronauta a progetto ESA. Sponsorizzata dal governo polacco e supportata dall’ESA, questa missione include un ambizioso programma tecnologico e scientifico con diversi esperimenti proposti dall’industria spaziale polacca e sviluppati sotto la guida dell’ESA.
Durante la missione di 14 giorni, l’equipaggio condurrà ricerche in microgravità e si impegnerà in attività di divulgazione educativa. Ignis segna un entusiasmante balzo in avanti per le ambizioni spaziali polacche, sottolineando i contributi in espansione della Polonia all’esplorazione spaziale all’interno di questa missione multinazionale.
“È un privilegio celebrare la prima missione tecnologica e scientifica della Polonia alla Stazione Spaziale Internazionale, un risultato che sottolinea la crescita della Polonia come nazione spaziale emergente e il suo ruolo di partner fidato nei programmi dell’ESA. Questa missione evidenzia il potere della collaborazione internazionale e l’impegno dell’ESA nel promuovere le competenze tecnologiche attraverso l’accesso commerciale allo Spazio. Insieme, ci stiamo preparando per un futuro oltre l’orbita terrestre bassa, mostrando le capacità della Polonia e la forza delle nostre ambizioni condivise. Esprimo la mia gratitudine al Ministero dello sviluppo economico e della tecnologia per la fiducia riposta nell’ESA”, ha affermato il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher.
“La missione polacca è un’impresa tecnologica e scientifica che porterà benefici non solo al nostro Paese, ma anche alla comunità internazionale. Grazie al coinvolgimento di aziende e istituzioni scientifiche polacche, saranno condotti esperimenti volti a far progredire la medicina, la biologia, l’ingegneria e le tecnologie spaziali“, ha affermato il Ministro dello sviluppo economico e della tecnologia della Repubblica di Polonia Krzysztof Paszyk. “Esempi degni di nota includono la ricerca sul microbioma umano, i test di nuovi materiali e progetti nel campo dell’intelligenza artificiale. Questa è un’importante opportunità per il settore spaziale polacco di sviluppare competenze uniche e accelerare la commercializzazione delle tecnologie spaziali“.
“Il nome Ignis di questa missione simboleggia la scintilla dell’innovazione e gli ambiziosi contributi della Polonia all’esplorazione spaziale. La partnership tra ESA, Polonia e Axiom Space segna una pietra miliare significativa per i voli spaziali commerciali con equipaggio umano, consentendo la seconda missione con un astronauta di progetto ESA e sottolineando la prontezza dell’Europa a far progredire l’esplorazione spaziale, rafforzando il suo ruolo nel plasmare il futuro della tecnologia spaziale“, ha affermato Daniel Neuenschwander, Direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’ESA.
“La missione “Ignis” è un evento rivoluzionario non solo per il nostro settore spaziale. Tredici esperimenti polacchi nei campi della tecnologia, della biologia, della medicina e della psicologia, preparati da scienziati e ingegneri polacchi, apriranno nuove opportunità per la ricerca polacca e, a lungo termine, aumenteranno la competitività della Polonia sul mercato globale. L’astronauta a progetto ESA Dr. Sławosz Uznański sarà il secondo polacco nello Spazio, il che lo renderà il miglior ambasciatore per la scienza e l’industria polacche, nonché un’ispirazione per le generazioni future“, ha dichiarato il Prof. Grzegorz Wrochna, Presidente dell’Agenzia spaziale polacca.
La patch della missione Ignis
Le patch sono parte integrante di ogni missione spaziale. Le agenzie spaziali stampano una riproduzione in tessuto che gli astronauti indossano durante il volo, una tradizione iniziata 6 decenni fa. Questi emblemi tendono a riflettere la personalità del viaggiatore spaziale, gli obiettivi della missione e la creatività di un artista.
La missione Ignis, il cui nome deriva dalla parola latina che significa “fuoco“, simboleggia la scintilla che dà il via a una nuova era nelle iniziative spaziali della Polonia.

Il motivo centrale della toppa raffigura un’aquila, un riferimento all’emblema della Polonia, in bianco e rosso, che riflette i colori e il design della bandiera nazionale polacca. La sua coda evoca con grazia una fiamma, mentre le sue ali spiegate tracciano i contorni della catena montuosa Orla Perć nei Monti Tatra polacchi. Nel nome della missione, la seconda “i” assume la forma della Stazione Spaziale Internazionale. Sopra di essa, le stelle convergono per formare la costellazione dello Scudo, rendendo omaggio all’astronomo Johannes Hevelius (1611-87), nato nella città polacca di Danzica. Infine, una linea argentata rappresenta l’orizzonte, a simboleggiare l’alba di una nuova era nell’esplorazione spaziale.


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