La tragedia del volo Jeju Air 7C2216, schiantatosi sulla pista dell’aeroporto di Muan, in Corea del Sud, e provocando 179 morti, si è consumata in nove minuti. Prima di schiantarsi sulla pista, dove avevano tentato di atterrare senza carrello, i piloti avevano lanciato il ‘mayday’. Secondo le prime ricostruzioni, il disastro sarebbe stato causato da una combinazione letale di condizioni meteorologiche avverse e un bird strike, ovvero un impatto con uno stormo di uccelli che avrebbe danneggiato il carrello di atterraggio del velivolo. “Si presume che la causa dell’incidente sia un bird strike combinato con il maltempo, ma la dinamica esatta sarà chiarita da un’indagine congiunta”, ha dichiarato Lee Jeong-hyun, capo della stazione dei vigili del fuoco di Muan, durante un briefing.
Senza il muro di cemento contro il quale si è schiantato l’aereo al termine della pista di atterraggio, “ora tutti sarebbero vivi”, sostiene David Learmont, esperto di aviazione consultato da Sky News sulla tragedia, aggiungendo che gli aeroporti non dovrebbero avere un muro di quel tipo alla fine di una pista. Secondo l’esperto, l’aereo si sarebbe fermato in ogni caso, anche se il suo carrello di atterraggio avesse ceduto. “Quando è scivolato fuori dalla fine della pista, non era in fiamme. L’aereo era completamente sotto controllo”, ha detto. “Nell’atterraggio vero e proprio, l’aereo era perfettamente livellato con le ali. Era stato gestito molto, molto bene” e “stava bene fino al momento in cui ha colpito il muro. Se non ci fosse stato il muro, ora tutti sarebbero vivi”.
Secondo Learmount, la chiave per capire la causa dell’incidente sarà scoprire perché il pilota non è riuscito a mettere giù i flap o il carrello di atterraggio dell’aereo, senza i quali l’aereo è atterrato molto più velocemente di quanto avrebbe dovuto. “Il capitano aveva lanciato una chiamata di soccorso” che è “onnicomprensiva” e non ha specificato il motivo.
