Con le questioni dell’autonomia energetica emersa dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, del prezzo dell’energia e della transizione green, l’Italia ha deciso di puntare sul nucleare e dalle parole dei Ministri Urso e Pichetto emerge una volontà di accelerare su questa forma di energia pulita, pensando a reattori di terza e quarta generazione. Nel 2023, in Italia il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica è stato pari a 127 euro per megawattora, ovvero il 30% in più della Germania e della Francia e il 50% in più della Spagna, mentre negli USA i prezzi sono di 2-3 volte inferiori.
“Il Paese è maturo, anche culturalmente, per tornare alla produzione di energia nucleare“, ha detto il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, intervenendo all’Assemblea dell’Associazione Italiana nucleare.
Il percorso verso il nucleare verrà tracciato dal ddl del Mase collegato alla legge di bilancio. “Con il ddl – ha detto il Ministro Adolfo Urso – arriverà una newco “a controllo pubblico”, che porterà alla realizzazione di piccoli reattori. La newco dovrebbe essere controllata al 51% da Enel, mentre gli altri azionisti sono Ansaldo nucleare (39%), Leonardo (10%); dovrebbe anche essere previsto un socio straniero. “Stiamo preparando il contesto affinché già alla fine di quest’anno l’Italia si possa avviare in modo consapevole e responsabile sulla via del nucleare di nuova generazione“, ha affermato Urso. Il disegno di legge disegnerà “un nuovo schema di governance del sistema” nel quale sarà authority l’attuale Ispettorato Nazionale per la Sicurezza nucleare e la Radioprotezione (ISIN), rafforzato in vista dei nuovi compiti di controllo e licensing.
Chi costruirà i reattori?
Non è però del tutto chiaro chi costruirà i reattori di terza e quarta generazione. “Ho sempre detto che al Governo non spetta costruire nuove centrali“, ha affermato Pichetto. “Creiamo il contesto legislativo e finanziario su cui si potrà sviluppare in Italia un’industria degli impianti nucleari di terza generazione avanzata e poi di quarta generazione, con la prospettiva da tutti condivisa della fusione nucleare“, ha aggiunto Urso.
La questione del deposito nucleare
C’è però il problema del “deposito per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari” che deve essere ancora individuato. “Non si può pensare ad un ritorno al nucleare se non riusciamo a trovare un posto per stoccare i rifiuti radioattivi”, ha detto Pichetto, riproponendo l’ipotesi del “deposito unico nucleare”: “le realtà locali saranno coinvolte e potranno dire la loro. Ma una soluzione va trovata”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?