Una Luna piena speciale: la più settentrionale fino al 2043, all’interno del “cannocchiale sistino” a Roma

La Luna piena è stata catturata in tutta la sua bellezza da Gianluca Masi e Giangiacomo Gandolfi

L’ultima Luna piena del 2024 ha regalato uno spettacolo celeste straordinario. Questo evento è stato particolarmente significativo poiché, per la prima volta dal dicembre 2007, la Luna ha raggiunto la sua posizione più alta nel cielo e manterrà questo primato fino al 2042. Un fenomeno affascinante che ha avuto luogo grazie al cosiddetto Lunistizio Superiore, o Maggiore.

Il termine si riferisce al momento in cui la Luna raggiunge la massima distanza angolare possibile dall’equatore celeste, un concetto che l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project, ha spiegato come il culmine di un ciclo di oscillazione che dura circa 18,6 anni. Questo ciclo è dovuto al movimento dell’asse terrestre, che ruota simile a una trottola, generando variazioni nell’orientamento della Terra rispetto alla Luna.

Una Luna piena speciale

Una delle caratteristiche più affascinanti di questo evento è la sua visibilità straordinaria, che ha interessato in modo particolare la Capitale. Il 15 dicembre, all’alba, la Luna piena è stata catturata in tutta la sua bellezza da Masi e Giangiacomo Gandolfi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma. I due esperti hanno immortalato il fenomeno proprio mentre la Luna si trovava in prossimità del tramonto, allineata perfettamente con l’asse sistino di Roma.

Questo allineamento, che risale al tardo 1500, è stato concepito dal Papa Sisto V e dal suo architetto Domenico Fontana. Le strade romane, tra cui Via Depretis, Via Quattro Fontane e Via Sistina, formano un “traguardo telescopico”, che sembra prolungare idealmente l’asse della basilica di Santa Maria Maggiore, una delle chiese più antiche e significative della città. Questo allineamento non solo ha un valore estetico, ma suggerisce anche un legame profondo con l’orientamento originario della chiesa paleocristiana, un aspetto che è stato oggetto di uno studio dettagliato da parte di Masi e Gandolfi, presentato lo scorso maggio.