Mattarella e il discorso di fine anno, clima e sanità: la sfide del 2025

"La scienza, la ricerca, le nuove tecnologie aprono possibilità inimmaginabili fino a poco tempo addietro per la cura di malattie ritenute inguaribili"

Nel tradizionale messaggio di fine anno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha evidenziato alcune delle sfide più gravi che l’Italia e il mondo si trovano ad affrontare. Tra i temi principali, la contraddizione tra l’esponenziale aumento delle spese per armamenti e gli scarsi investimenti per contrastare il cambiamento climatico.

La lotta al cambiamento climatico

In questo periodo sembra che il mondo sia sottoposto a una allarmante forza centrifuga, capace di dividere, di allontanare, di radicalizzare le contrapposizioni“, ha affermato Mattarella, sottolineando la crescente frattura nelle società moderne. L’incertezza globale e la crescente ricchezza di pochi, accompagnata dall’espansione della povertà di molti, sono temi che il capo dello Stato ha messo in evidenza come fonte di smarrimento e di smobilitazione collettiva.

La Cop29 di Baku

Mattarella ha poi toccato il tema della difesa e dei fondi necessari per farvi fronte, evidenziando una disparità preoccupante tra le risorse destinate alla sicurezza e quelle destinate alla lotta al cambiamento climatico. “La crescita della spesa in armamenti, innescata nel mondo dall’aggressione della Russia all’Ucraina – che costringe anche noi a provvedere alla nostra difesa – ha toccato quest’anno la cifra record di 2.443 miliardi di dollari. Otto volte di più di quanto stanziato alla recente Cop 29, a Baku, per contrastare il cambiamento climatico, esigenza, questa, vitale per l’umanità. Una sconfortante sproporzione“, ha dichiarato il presidente, mettendo in evidenza l’incredibile divario tra le spese militari e quelle per la salvaguardia dell’ambiente.

Le inaccessibili cure sanitarie

Oltre a questo, Mattarella ha rivolto un’attenzione particolare alle problematiche interne all’Italia, come la crescente disuguaglianza sociale, le lunghe liste d’attesa per le cure sanitarie e la rinuncia alle terapie da parte di molti cittadini. “La scienza, la ricerca, le nuove tecnologie aprono possibilità inimmaginabili fino a poco tempo addietro per la cura di malattie ritenute inguaribili. Nello stesso tempo vi sono lunghe liste d’attesa per esami che, se tempestivi, possono salvare la vita. Numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché prive dei mezzi necessari“, ha sottolineato Mattarella, evidenziando un paradosso tra progresso medico e difficoltà sociali.

Fuga di talenti e comportamenti a rischio

La questione dell’occupazione giovanile e la fuga di talenti all’estero è un altro tema che ha suscitato preoccupazione. “I dati dell’occupazione sono incoraggianti. Resistono tuttavia aree di precarietà, di salari bassi, di lavoratori in cassa integrazione. L’export italiano registra dati positivi, e così il turismo. Segno che il Paese esercita una forza di attrazione, che va anche al di là delle sue bellezze naturali, delle sue città d’arte, della sua cultura”, ha commentato Mattarella. Tuttavia, ha aggiunto, “con questo aspetto confortante stride il fenomeno dei giovani che vanno a lavorare all’estero perché non trovano alternative, spesso dopo essersi laureati“, esprimendo così un forte disagio per la fuga dei giovani talenti dal Paese.

Preoccupante diffondersi del consumo di alcool e di droghe, vecchie e nuove, anche tra i giovanissimi. “Comportamenti purtroppo alimentati dal web che propone sovente modelli ispirati alla prepotenza, al successo facile, allo sballo“, ha affermato il presidente, mettendo in evidenza l’impatto negativo della cultura digitale sulle nuove generazioni.

La crisi demografica

In chiusura, il capo dello Stato ha riflettuto sulla precarietà sociale ed economica, vista come una delle cause della crisi demografica che il Paese sta affrontando. “La precarietà e l’incertezza che avvertono le giovani generazioni vanno affrontate con grande impegno anche perché vi risiede una causa rilevante della crisi delle nascite che stiamo vivendo“, ha dichiarato Mattarella, invitando a impegnarsi per creare un futuro migliore, fondata su una “comune speranza“.