Il melanoma avanzato, una delle forme più letali di tumore cutaneo, trova una nuova speranza nella terapia ‘dual block‘ nivolumab-relatlimab, ufficialmente riconosciuta e rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale come trattamento di prima linea. Questa innovativa combinazione, che rappresenta una pietra miliare nella lotta contro il melanoma metastatico e non resecabile, è stata consacrata dalla recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e approvata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Un progresso scientifico sancito dai dati
Durante il doppio evento “Immunotherapy” e “Melanoma Bridge” a Napoli, è stata sottolineata l’importanza della terapia ‘dual block’, che grazie ai risultati dello studio di fase 2/3 Relativity-047, ha dimostrato di raddoppiare la sopravvivenza mediana dei pazienti rispetto alle terapie precedenti. “Una nuova arma si aggiunge ufficialmente alla lotta contro il melanoma, la forma più aggressiva di tumore alla pelle“, ha dichiarato il professor Paolo A. Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli.
Il melanoma metastatico, secondo Ascierto, rappresenta “la forma più letale della malattia che si manifesta quando il tumore si diffonde dalla pelle ad altri organi. Tuttavia, grazie all’introduzione dell’immunoterapia, il melanoma metastatico è diventato sempre più curabile tanto che, ad oggi, oltre la metà dei pazienti con questo tumore avanzato è vivo a 10 anni dalla diagnosi. Con l’approvazione della combinazione nivolumab-relatlimab si punta a migliorare ancora di più questi risultati“.
I numeri dello studio Relativity-047
Lo studio Relativity-047, condotto su 714 pazienti con melanoma metastatico o non resecabile in stadio 3 o 4 non precedentemente trattati, ha confrontato l’efficacia della combinazione nivolumab-relatlimab rispetto alla monoterapia con nivolumab, già considerata uno standard consolidato. I risultati sono significativi:
- Sopravvivenza mediana libera da progressione: aumentata del 25% con la combinazione ‘dual block’
- Effetti collaterali: solo lievemente superiori rispetto alla monoterapia, mantenendo un profilo di sicurezza accettabile.
“Questo significa che la nuova coppia immunoterapica diventa un ulteriore standard di cura per i pazienti con melanoma avanzato non operabile anche qui in Italia“, ha sottolineato Ascierto.
Un tumore in crescita: i numeri italiani
Il melanoma rappresenta il terzo tumore più frequente tra uomini e donne sotto i 50 anni. In Italia si registrano annualmente circa 12.700 nuovi casi, con un’incidenza in aumento anche tra i giovani sotto i 40 anni. L’esposizione ai raggi UV, sia naturali che artificiali, rimane uno dei principali fattori di rischio.
L’introduzione dell’immunoterapia ha rappresentato una svolta nella cura del melanoma metastatico. Grazie a terapie mirate come il ‘dual block’, è possibile attivare il sistema immunitario del paziente per riconoscere e combattere le cellule tumorali. La combinazione di nivolumab, un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, con relatlimab, che blocca il pathway LAG-3, offre un duplice meccanismo per potenziare la risposta immunitaria, migliorando l’efficacia del trattamento.
La terapia ‘dual block‘ rappresenta non solo una nuova speranza per i pazienti, ma anche un esempio di come la ricerca scientifica possa trasformare radicalmente la prognosi di malattie un tempo considerate infauste. “Oltre la metà dei pazienti con melanoma avanzato è vivo a 10 anni dalla diagnosi“, ha ribadito Ascierto, evidenziando come l’obiettivo sia continuare a migliorare queste statistiche.
L’approvazione di nivolumab-relatlimab da parte dell’Aifa segna un passo avanti decisivo nella battaglia contro il melanoma, ponendo l’Italia tra i paesi che adottano le strategie più avanzate per il trattamento di questo tumore. La strada verso una cura completa potrebbe essere ancora lunga, ma ogni progresso rappresenta un nuovo raggio di luce nella lotta contro il cancro.


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