Neuroscienze, esperto: “Neuralink una nuova frontiera tutta da esplorare”

Neuralink è un'azienda fondata da Elon Musk nel 2016 che sviluppa interfacce cervello-computer avanzate

Nel campo delle neuroscienze possiamo agire certamente attraverso una prevenzione e nello sviluppo di farmaci e di nuovi trattamenti. Non tutti i trattamenti però sono farmacologici. Sicuramente Elon Musk con Neuralink ha aperto una nuova frontiera, un confine tutto da esplorare, e credo che nei prossimi anni vi saranno fortissime novità in questo ambito“: è quanto ha dichiarato all’Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di neurologia (SIN), Alessandro Padovani, in occasione del convegno ‘Le neuroscienze in Italia. Passato, presente e futuro’, per celebrare – oggi a Roma – 30 anni di attività di Lundbeck Italia nel nostro Paese.

Neuralink è un’azienda fondata da Elon Musk nel 2016 che sviluppa interfacce cervello-computer avanzate. L’obiettivo principale è creare dispositivi impiantabili nel cervello umano per migliorare la comunicazione tra neuroni e macchine. La tecnologia si basa su piccoli elettrodi inseriti nel cervello, capaci di registrare e stimolare l’attività neuronale. Neuralink punta a trattare malattie neurologiche come paralisi, Parkinson ed epilessia, consentendo, ad esempio, ai pazienti di controllare computer o protesi con il pensiero. A lungo termine, mira a creare una simbiosi uomo-intelligenza artificiale per migliorare le capacità cognitive e affrontare i rischi associati all’AI.

Tra le “tantissime sfide del futuro” che attendono la neurologia, “la prima è sicuramente un’alleanza con tutti gli scienziati che si occupano di cervello – ha proseguito l’esperto – dalla psichiatria alla neurologia, passando per la neuropsichiatria infantile e delle età avanzate, quindi la geriatria, la farmacologia fino alla biologia. Obiettivo: creare una vera e propria comunità dedicata alla salute del cervello“. La seconda sfida “è far comprendere alla comunità e alla cittadinanza che l’approccio ‘One health’ non è uno slogan fino a se stesso e che non c’è un cervello in salute se c’è un corpo malato e viceversa: non si può avere un corpo sano se il cervello non funziona adeguatamente“. Inoltre, “dobbiamo sforzarci di comprendere che l’ambiente dipende da noi” e presenta il conto, “se noi non lo rispettiamo. Ci sono diverse evidenze che le malattie del corpo, della mente così come del cervello sono fortemente condizionate dall’ambiente. Pensiamo solamente al Covid. Quindi le sfide sono quelle di comprendere come tutto è unito, ma come nello stesso tempo dobbiamo arrivare a identificare per ogni condizione ogni malattia quali sono i veri meccanismi ed agire su questi“.