La Società Stretto di Messina (SdM) ha risposto alle accuse sollevate da un esposto presentato, tra gli altri, dal Partito Democratico di Villa San Giovanni all’Autorità Garante della Concorrenza, dichiarando che “non ci sono nessuna violazione e nessuna mancata trasparenza” nel progetto relativo al Ponte sullo Stretto. In una nota ufficiale, la SdM ha precisato che “la società agisce sempre nel pieno rispetto delle norme“.
Il comunicato si sofferma poi sul cambiamento del valore dell’investimento, che è passato dai 8,5 miliardi del 2011 ai 13,5 miliardi previsti nel Documento di economia e finanza (DEF) 2023. “La crescita del valore” – spiega la nota – “non si riferisce a maggiori opere, ma al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, fenomeno che ha coinvolto e coinvolge tutti i progetti infrastrutturali“. Inoltre, si sottolinea che il valore di 13,5 miliardi non riguarda esclusivamente il contratto con il Contraente generale e gli altri affidatari, ma “il costo complessivo del progetto“.
In risposta alle 68 osservazioni del Comitato scientifico, la SdM ha precisato che queste “non sono da intendersi in distonia con l’espressione di un parere positivo, ma riguardano aspetti da approfondire in sede di progettazione esecutiva, legati all’evoluzione delle conoscenze tecniche e dei materiali e all’evoluzione normativa in tutti gli ambiti di interesse“. La società ha anche evidenziato che il parere favorevole rilasciato dalla Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è “un importante passo avanti per il progetto e la realizzazione dell’opera“.
In merito alle 62 prescrizioni rilasciate dalla Commissione, la nota afferma che “non rappresentano lacune progettuali ma richieste di approfondimenti già, in larga misura, programmati da Stretto di Messina che, comunque, non riguardano la fattibilità dell’opera“. La progettazione esecutiva, infatti, “potrà essere sviluppata per fasi costruttive” ed è “in linea con le best practice internazionali, con l’obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera, contenendo tempi e costi“.
Sul fronte finanziario, la SdM ha confermato che il finanziamento dell’opera resta quello del DEF 2023. “Nella Finanziaria 2024 – spiega la nota – era previsto un finanziamento pari a 11,63 miliardi, che sommati ai 370 milioni di risorse proprie della Stretto di Messina, offrivano una copertura complessiva di 12 miliardi“. Inoltre, la Finanziaria 2025, attualmente in discussione, “dovrebbe prevedere ulteriori 1,5 miliardi di euro, per garantire la copertura totale dei 13,5 miliardi di euro, che come detto non rappresentano un aumento dei costi, ma la conferma delle previsioni del DEF 2023“.
Per quanto riguarda la trasparenza, la SdM ha specificato che l’importo aggiornato del contratto con il Contraente generale “è sottoposto, prima della stipula del relativo atto aggiuntivo, all’asseverazione di uno o più soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale nominati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Inoltre, la società è soggetta al “controllo analogo” del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è lo stesso controllo che il ministero esercita sui suoi dipartimenti. “La società si conforma alle normative in materia di trasparenza (decreto legislativo 33/2013) e di prevenzione della corruzione (legge 190/2012), ponendo in essere gli adempimenti previsti dalle suddette disposizioni nonché dai provvedimenti emanati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione“, ha aggiunto la SdM. In particolare, “Stretto di Messina pubblica nell’apposita sezione ‘Società Trasparente’ del proprio sito istituzionale informazioni, dati e documenti previsti in assolvimento degli obblighi su trasparenza, anticorruzione e affidamenti“.


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