Nel prossimo decennio, gli scienziati inizieranno ad analizzare l’atmosfera di pianeti simili alla Terra e a Venere che orbitano stelle vicine. Sebbene questi due pianeti del Sistema Solare siano simili per dimensioni e densità, le loro atmosfere sono molto diverse, e la domanda è: riusciranno gli scienziati a distinguerli da lontano?
Un team di ricerca guidato dall’Istituto di Astrofisica e Scienze dello Spazio (IA) portoghese ha simulato l’analisi di Venere come se fosse un esopianeta distante. I risultati, pubblicati sulla rivista Atmosphere, dimostrano che le tecniche utilizzate per studiare grandi esopianeti caldi possono essere adattate anche per quelli di dimensioni più piccole, come la Terra e Venere. Questo metodo potrebbe aiutare a identificare segnali distintivi tra atmosfere dominate dall’azoto, come quella terrestre, e atmosfere ricche di anidride carbonica, come quella di Venere, estremamente calda e violenta.
Le tecniche oggi usate per studiare pianeti giganti, come quelli caldi e vicini alla loro stella, sono efficaci, ma applicarle a pianeti più piccoli è una sfida. Tuttavia, nuove tecnologie astronomiche in arrivo negli anni ’30 potrebbero permettere di analizzare pianeti simili alla Terra e Venere con maggiore precisione. Il team di ricerca ha utilizzato dati rari raccolti durante il transito di Venere davanti al Sole nel 2012, un fenomeno che offre un’opportunità unica per analizzare l’atmosfera di un pianeta simile a un esopianeta.
Questi esperimenti hanno confermato che, usando tecniche avanzate, si possono identificare segnali chimici molto deboli nell’atmosfera di Venere, segnali che potrebbero essere utili anche per studiare esopianeti. Le future missioni come l’ELT dell’ESO e la missione Ariel dell’ESA, alle quali partecipano anche scienziati portoghesi, contribuiranno a questa ricerca, aprendo la strada alla caratterizzazione delle atmosfere di esopianeti di dimensioni simili alla Terra.


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