Un referendum sul nucleare? Le parole di Pichetto e le prossime mosse

La situazione del nucleare in Italia: le parole del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto

“Se ci sarà un referendum sul nucleare, dovremo far capire agli italiani che dobbiamo costruire un albero che darà benefici alle generazioni future”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, alla festa Atreju a Roma. “Mio nonno aveva un contatore da 1,5 kilowatt, io ne ho uno da 6, quattro volte di più – ha spiegato il ministro -. Nei prossimi 20 anni avremo il raddoppio dei consumi di energia. Abbiamo un problema di quantità. Ai primi consigli dei ministri del 2025 presenterò un disegno di legge quadro sul nucleare – ha detto ancora Pichetto -. Il dovere che abbiamo come parlamento è dare un quadro giuridico a questo settore, perché chi governerà nel 2030 non deve dire ‘dobbiamo aspettare 4 anni per avere le regole'”.

“Tutte le previsioni ci dicono che il nucleare in futuro costerà meno del fotovoltaico – ha proseguito il ministro -. Ma quale sarà il prezzo, lo vedremo al suo tempo. Quando avremo tutti gli strumenti normativi, andremo da Cattaneo dell’Enel e vedremo se avrà la convenienza a farlo. Il rapporto fra la superficie occupata da uno piccolo reattore modulare e quella occupata dal fotovoltaico è di 1 a 200 – ha detto ancora Pichetto –. Se un piccolo reattore nucleare mi occupa 10 ettari, per avere la stessa produzione di energia con il fotovoltaico devo occupare 2.000 ettari”.

La situazione

Per il nucleare “servono prima di tutto le persone, gli ingegneri nucleari: se non sviluppiamo corsi di laurea e master e incoraggiamo i giovani a studiare questo campo non risolveremo mai il problema, perché non abbiamo competenze sufficienti e dobbiamo svilupparle da capo”. Lo ha detto la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, durante un panel ad Atreju. “Dobbiamo capire che oggi il costo dell’energia in Italia dipende dalle scelte probabilmente sbagliate di qualche decennio fa: adesso dobbiamo fare delle scelte perché fra 10, 20 o 30 anni non pagheremo ulteriormente questo conto, perché essendo un Paese manifatturiero abbiamo bisogno dell’energia. Dobbiamo pensare a una tabella di marcia da cui non possiamo escludere nessuna tipologia di energia”, ha aggiunto.