Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale generativa è diventata uno strumento sempre più presente nelle nostre vite quotidiane, facilitando attività come la scrittura di email, l’analisi di dati complessi e la sintesi di documenti. Anche la Commissione europea ha scelto di sfruttare questa tecnologia per migliorare le proprie operazioni interne, sviluppando una piattaforma proprietaria chiamata GPT@EC. Questo strumento, basato su alcuni dei principali modelli di intelligenza artificiale disponibili, rappresenta una risposta concreta alla necessità di una maggiore efficienza amministrativa, mantenendo al contempo un elevato livello di sicurezza sui dati.
Il lancio di GPT@EC
Il 22 ottobre, la Commissione europea ha annunciato l’avvio sperimentale di GPT@EC, un sistema di intelligenza artificiale generativa pensato per assistere i funzionari nell’elaborazione di testi, nella sintesi di documenti e nello sviluppo di software. “Sono fiducioso che GPT@EC migliorerà l’efficienza e l’efficacia della nostra amministrazione interna, aumentando la produttività”, ha dichiarato Johannes Hahn, ex commissario al Bilancio e all’Amministrazione.
La piattaforma è stata progettata per garantire la massima sicurezza dei dati, evitando la condivisione di informazioni al di fuori del perimetro della Commissione. Attraverso GPT@EC, i dipendenti possono accedere a una selezione di grandi modelli linguistici (Large Language Models, LLM), tra cui GPT-4-Turbo e GPT-4 di OpenAI, Llama 3.1 8b di Meta e Nous Hermes 2 Mixtral 8x7B DPO di Nous Research. Tuttavia, al momento, nessuno dei modelli utilizzati appartiene a società europee, sebbene sia prevista in futuro l’integrazione di modelli open source.
L’accesso ai modelli linguistici
L’integrazione di GPT@EC non è stata priva di difficoltà. La Commissione ha infatti adottato un approccio prudente, evitando contratti esclusivi con i fornitori dei modelli di AI e assicurandosi che i dati restassero sotto il pieno controllo dell’ente. La piattaforma è stata sviluppata per funzionare in un contesto strettamente interno, limitando i rischi legati alla sicurezza dei dati. Come riportato da Wired, “La Commissione europea non ha intrattenuto corrispondenza con gli sviluppatori dei modelli di AI in vista di una loro adozione, né ha siglato contratti specifici o accordi per la riservatezza delle informazioni”.
Nonostante ciò, il sistema rappresenta un notevole passo avanti nell’adozione di tecnologie avanzate da parte delle istituzioni europee. GPT@EC consente di elaborare fino a 400mila token al giorno (equivalenti a circa 300-320mila parole in inglese), monitorando costantemente l’utilizzo per evitare sprechi. Per i modelli Llama e Nous Hermes, invece, non sono stati fissati limiti specifici, sebbene si raccomandi un approccio attento al budget.
La partnership con Microsoft
Un elemento chiave del progetto è l’accordo quadro stipulato dalla Commissione europea con Microsoft nel 2020, del valore di quasi 54 milioni di euro. Questo contratto prevede la fornitura di applicativi, spazio d’archiviazione e potenza di calcolo attraverso il cloud Azure, utilizzato per supportare GPT@EC. L’accesso alla piattaforma richiede infatti l’autenticazione tramite il sistema di login di Microsoft, una scelta che sottolinea l’importanza di garantire un ambiente sicuro per l’elaborazione dei dati sensibili.
Nonostante l’infrastruttura consolidata, alcune informazioni cruciali, come la valutazione di impatto sulla protezione dei dati e il piano di sicurezza informatica, non sono state rese disponibili per motivi di sicurezza. Questi documenti avrebbero potuto fornire una visione più chiara sull’approccio adottato dalla Commissione per conformarsi al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e prepararsi all’entrata in vigore dell’AI Act.
Come funziona GPT@EC
L’accesso a GPT@EC avviene tramite una piattaforma dedicata, dove gli utenti possono accettare i termini e le condizioni d’uso prima di utilizzare il sistema. Una volta collegati, i dipendenti hanno a disposizione una serie di prompt preimpostati per attività specifiche, come la generazione di documenti di indirizzo politico (eBriefing), la trascrizione di appunti di riunioni (eMinutes) o l’elaborazione di risposte a violazioni di normative comunitarie (eReply-complaint).
In alternativa, è possibile inserire prompt personalizzati per elaborare documenti caricati in formato Word o PDF, con un limite di 200 pagine o 9,5 MB per file. Il sistema consente inoltre di definire il livello di confidenzialità dei documenti, da “pubblico” a “sensibile ma non classificato”, suggerendo il modello linguistico più adatto in base alla classificazione.
Un’AI su misura per le istituzioni europee
L’adozione di GPT@EC segna un cambiamento significativo per la Commissione europea, che ha sempre posto grande attenzione alla regolamentazione delle tecnologie emergenti. Nel gennaio scorso, l’ente aveva esortato i propri dipendenti a evitare l’uso di chatbot pubblici, come ChatGPT, per ridurre i rischi legati alla divulgazione involontaria di informazioni riservate. La creazione di una piattaforma interna rappresenta quindi una soluzione concreta per coniugare innovazione e sicurezza.
Il futuro di GPT@EC
Il progetto è destinato a crescere, con la possibilità di integrare nuovi modelli linguistici e ampliarne le funzionalità. Inoltre, GPT@EC si affianca ad altri strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come GPT@JRC, utilizzato nel contesto della ricerca scientifica. Parallelamente, anche il Parlamento europeo ha adottato un chatbot fornito da Anthropic per ottimizzare le ricerche negli archivi parlamentari, riducendo i tempi di elaborazione dell’80%.
In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, GPT@EC rappresenta un esempio tangibile di come le istituzioni possano sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare le proprie operazioni, senza compromettere la sicurezza dei dati. Sarà interessante osservare come questo strumento si evolverà nei prossimi anni, contribuendo a ridefinire il ruolo dell’AI nella governance pubblica europea.


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