In Italia, il mercato della Space Economy è valutato quasi 3 miliardi di euro, con prospettive di crescita grazie a investimenti superiori a 7 miliardi previsti per i programmi spaziali fino al 2026. L’intelligenza artificiale e i microsatelliti sono tra i principali settori di forza, ma è fondamentale puntare su tecnologie emergenti per favorire ulteriori sviluppi. Il mercato aerospaziale italiano si colloca tra i leader europei per gli investimenti pubblici. In occasione della Giornata Nazionale dello Spazio, Aiko, una scaleup torinese specializzata nello sviluppo di software avanzati basati su intelligenza artificiale e automazione per applicazioni spaziali, ha fatto il punto sul settore e analizzato il ruolo dell’Italia in questo ambito.
“L’industria spaziale italiana sta attraversando un momento di grande fermento, alimentato da un crescente interesse per l’innovazione tecnologica e una forte spinta verso l’automazione e l’intelligenza artificiale“, spiega Lorenzo Feruglio, ceo e co-founder di Aiko. “Nonostante le sfide legate ai lunghi tempi di ritorno sugli investimenti e alla competizione internazionale, l’Italia ha un’opportunità unica di consolidare il suo ruolo, soprattutto nell’ambito delle tecnologie spaziali avanzate. L’emergere di nuove fonti di finanziamento e la collaborazione tra pubblico e privato sono fondamentali per superare queste sfide e sfruttare il potenziale del settore“.
Aiko, fondata a Torino nel 2017, è stata la prima impresa a dimostrare nel 2019 un algoritmo di intelligenza artificiale in orbita per una missione di osservazione della Terra.


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