La Cina ha lanciato in orbita oggi, lunedì 16 dicembre, i primi satelliti della megacostellazione GuoWang, progetto strategico per la sicurezza nazionale e la connettività a internet, considerato la risposta di Pechino al sistema Starlink della statunitense SpaceX, fondata da Elon Musk. Lo riferisce l’agenzia statale “Xinhua”, secondo cui il lancio è avvenuto alle 18:00 (ora locale) dal cosmodromo di Wenchang, nella provincia meridionale di Hainan, grazie a un razzo Lunga Marcia-5B. I satelliti hanno raggiunto con successo l’orbita terrestre bassa prevista, segnando un esito positivo per la missione. I media statali non hanno specificato il numero esatto di satelliti lanciati.
Il programma GuoWang, il cui nome significa “rete nazionale”, è stato annunciato nel 2020, quando la Cina ha presentato all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) la richiesta di mettere in orbita una costellazione di circa 13mila satelliti. Il progetto è gestito dalla China Satellite Network Group Co., società statale istituita nel 2021 con un capitale sociale di 10 miliardi di yuan (1,4 miliardi di dollari), la cui sede si trova a Xiongan, nella provincia di Hebei.
Per mantenere i diritti di frequenza assegnati dall’Itu, GuoWang dovrebbe mettere in orbita almeno il 10% della costellazione (1.300 satelliti) entro il 2029, il 50% (6.500 satelliti) entro il 2032 e completare il progetto entro il 2035.
Concorrenza sempre più intensa
Il lancio dei satelliti GuoWang giunge in un momento in cui la concorrenza globale nel settore dell’aerospazio si fa sempre più intensa. SpaceX è attualmente leader mondiale con oltre 6.700 satelliti Starlink in orbita, mentre il sistema britannico OneWeb ha già posizionato oltre 600 satelliti.
In Cina, è stato avviato anche un progetto parallelo, denominato Qianfan, finanziato dal governo municipale di Shanghai, nel quadro del quale sono stati lanciati 54 satelliti quest’anno e altri 650 dovrebbero partire entro il 2025.


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