Il 2025 sarà un anno cruciale per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il primo avamposto umano in orbita bassa costruito nel 1998. Problemi tecnici sempre più frequenti, come il malfunzionamento delle tute spaziali della NASA e la crescente perdita d’aria nel modulo russo Zvezda, evidenziano l’età della struttura e accelerano i piani per il suo pensionamento, previsto intorno al 2030. SpaceX, con un veicolo in fase di sviluppo, dovrebbe occuparsi della sua dismissione controllata, mentre aziende private come Axiom Space, Vast e Blue Origin sono pronte a subentrare con le loro stazioni spaziali commerciali, segnando l’inizio di una nuova era nell’esplorazione spaziale.
Nel frattempo, il 2024 ha visto il susseguirsi di importanti missioni a bordo della ISS. A gennaio, la missione privata Axiom-3 ha portato per 3 settimane nello Spazio anche l’italiano Walter Villadei, con un totale di 30 esperimenti condotti.
Nonostante l’avanzata delle tecnologie private, la ISS continua a rappresentare un simbolo di cooperazione internazionale. Tuttavia, la missione di lungo termine di Oleg Kononenko e Nikolai Chub, prolungata a 374 giorni per i problemi alla Soyuz MS-22, dimostra le difficoltà operative crescenti.
Butch Wilmore e Suni Williams, arrivati sulla Stazione Spaziale a giugno con la capsula Starliner di Boeing, hanno visto prolungare il loro soggiorno molto più del previsto a causa dei problemi riscontrati sulla navetta , che è infatti rientrata senza equipaggio a settembre. Wilmore e Williams torneranno a casa solo all’inizio del 2025. A causa di questo imprevisto, l’equipaggio della Crew-9 arrivato a fine settembre è stato ridotto da 4 a 2 soli astronauti, Nick Hague e Aleksandr Gorbunov, in modo da lasciare i posti necessari per il rientro dei 2 della Starliner.
Con il 2030 all’orizzonte, l’eredità della ISS si prepara a essere raccolta dalle nuove stazioni private, aprendo la strada a una presenza umana stabile nello Spazio.


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