Il 18 gennaio 2017, una tragedia immane colpiva l’Italia. Alle pendici del Gran Sasso, a 1.200 metri di altitudine, l’hotel Rigopiano di Farindola veniva travolto da una valanga di 120mila tonnellate di neve. Quella mattina, il resort di lusso con spa ospitava 40 persone, tra cui 28 ospiti (4 dei quali bambini) e 12 dipendenti. Purtroppo, solo 11 persone riuscirono a sopravvivere, mentre 29 vite furono stroncate.
Oggi, a 8 anni di distanza, i familiari delle vittime tornano sul luogo del disastro per commemorare i propri cari. Ogni anno, una fiaccolata si svolge in memoria delle vittime, e oggi, 18 gennaio 2025, non sarà diverso. La cerimonia prenderà il via alle 15 con la presentazione del Giardino della Memoria, un omaggio per non dimenticare i tragici eventi. Seguirà una fiaccolata fino all’obelisco che ricorda l’hotel, una messa all’interno del sito, la lettura dei nomi delle “29 Angeli” e il rintocco della campana. In segno di ricordo, verranno liberati 29 palloncini bianchi nel cielo, mentre il coro di Atri intonerà il celebre “Signore delle cime” nel momento esatto in cui la valanga ha travolto l’hotel.
Il ricordo della tragedia è ancora vivo anche nelle aule di giustizia. Solo un mese e mezzo fa, il processo su Rigopiano ha visto nuovi sviluppi in Cassazione. I giudici hanno disposto un nuovo processo d’appello per sei dirigenti della Protezione civile regionale e per alcuni funzionari locali, ritenuti responsabili per la mancanza di misure preventive come la carta valanghe. La vicenda giudiziaria continua a sollevare interrogativi, mentre il dolore per la perdita di vite innocenti rimane indelebile.
La tragedia di Rigopiano è un monito per la sicurezza nelle aree montane e un dolore che, otto anni dopo, non smette di segnare le famiglie e l’intera nazione.
