Si sta consolidando la previsione di un evento pluviometrico di grande rilevanza che interesserà i settori orientali delle isole maggiori, Sicilia e Sardegna, oltre alla bassa Calabria. Le piogge previste potrebbero accumulare valori compresi tra 300 e 400 mm in 72 ore, rappresentando un fenomeno di intensità eccezionale. Questo scenario è stato anticipato dall’Extreme Forecast Index* (EFI), uno strumento avanzato sviluppato dall’ECMWF per identificare eventi meteorologici estremi e valutare la loro anomalia rispetto ai normali valori climatologici di una determinata area.
In questo caso, l’EFI segnala un trasporto di vapore acqueo con valori estremi, concentrato lungo un canale che collega le due isole maggiori e la Calabria, estendendosi fino alle latitudini tropicali africane. Questo “fiume atmosferico” attingerà umidità dalle coste nord-occidentali dell’Africa, alimentando un sistema meteorologico particolarmente intenso. La dinamica sarà dominata da un vortice in formazione sul Nord Africa, che si stabilizzerà tra il Canale di Sardegna e l’Algeria, mantenendo per 48-72 ore il centro della circolazione depressionaria quasi stazionario.

Le correnti richiamate da questo vortice avranno caratteristiche orientali, inizialmente di grecale e successivamente di levante e scirocco, aumentando l’umidità e l’instabilità atmosferica. Questo flusso investirà le aree esposte, in particolare i versanti orientali e meridionali delle isole e della Calabria, portando precipitazioni abbondanti e persistenti. Gli accumuli previsti superano di gran lunga le medie stagionali, con punte che potrebbero risultare eccezionali e tali da generare criticità idrogeologiche nelle zone più colpite.
La situazione meteorologica richiede la massima attenzione, sia per l’intensità delle precipitazioni che per la loro durata.
* L’Extreme Forecast Index (EFI), sviluppato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), è un potente strumento utilizzato per identificare eventi meteorologici estremi o insoliti. Questo indice rappresenta un’innovazione fondamentale nella meteorologia, fornendo una misura delle anomalie previste rispetto alle normali condizioni climatiche di una determinata area.
Il funzionamento dell’EFI si basa sulla differenza tra due distribuzioni di probabilità: quella prevista dall’ensemble forecast e quella del “model climate”, una climatologia di riferimento del modello stesso. Attraverso l’uso delle funzioni di distribuzione cumulativa (CDF), l’EFI pone particolare enfasi sulle differenze presenti nelle code delle distribuzioni, dove si collocano i fenomeni estremi. Il risultato è un valore compreso tra -1 e +1: un valore pari a zero indica che la previsione coincide con la climatologia di riferimento, mentre valori vicini a +1 o -1 segnalano eventi molto insoliti o estremi.
Questo approccio permette di superare la necessità di definire soglie specifiche per ogni area geografica, rendendo l’EFI uno strumento estremamente versatile. Inoltre, il fatto che tenga conto della climatologia locale del modello lo rende particolarmente efficace nel confrontare condizioni meteorologiche anomale tra diverse regioni. La capacità dell’EFI di fornire un’indicazione integrata delle anomalie previste lo rende un elemento cruciale nelle previsioni a medio termine, soprattutto per eventi che si manifestano oltre le 48 ore.
L’EFI trova applicazione in diverse variabili meteorologiche, tra cui temperatura, velocità e raffiche di vento, precipitazioni, nevicate e parametri convettivi come la CAPE (energia potenziale convettiva disponibile). Recentemente, sono stati introdotti indici specifici per la previsione di temporali severi, che combinano CAPE e wind shear per identificare condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni estremi.
L’utilizzo dell’EFI è fondamentale per i meteorologi, poiché consente di individuare con largo anticipo potenziali eventi estremi. Questo permette di migliorare la pianificazione e l’emissione di avvisi per eventi meteorologici insoliti, contribuendo alla mitigazione dei rischi associati. In un contesto di cambiamenti climatici e di crescente frequenza di eventi estremi, l’EFI si conferma uno strumento indispensabile per una gestione più efficace delle previsioni meteorologiche.
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