Allerta Meteo: violenta mareggiata in arrivo su Sicilia e Calabria Jonica, la forza invisibile del Fetch

Allerta Meteo: le onde generate da un fetch così esteso possono causare danni significativi alle infrastrutture e alle attività economiche locali

Un’intensa mareggiata si sta dirigendo verso le coste della Sicilia e della Calabria ionica, con il suo culmine previsto tra venerdì 17 e sabato 18. L’evento desta preoccupazione per i possibili danni che potrebbe causare alle comunità costiere. Si preannuncia come una delle mareggiate più forti degli ultimi anni, potenzialmente superiore a quella del 9 febbraio 2023.

Le condizioni atmosferiche attuali stanno creando uno scenario particolarmente favorevole per lo sviluppo di questa mareggiata. Un anticiclone di blocco sull’Europa centro-orientale, associato a una depressione formatasi nel Canale di Sicilia, sta generando un’intensa corrente d’aria che agisce su un fetch attivo di circa 7/800 km. Questo fetch, ovvero l’area marina su cui il vento soffia in modo costante, è cruciale per il trasferimento di energia alle onde e per il loro sviluppo. La combinazione di un’ampia estensione e di venti intensi favorisce la formazione di onde di grande potenza e altezza.

Fetch

Il momento più critico si prevede nelle prime ore di sabato, quando il vento, inizialmente molto intenso, comincerà a calare e a ruotare verso sud. Questo cambiamento influirà sulla dinamica delle onde, permettendo loro di uscire dall’area perturbata dove sono state generate, per dirigersi verso le coste della Sicilia e della Calabria ionica. Queste onde, ormai prive dell’influenza diretta del vento, assumeranno una forma imponente, simile a veri e propri muri d’acqua, aumentando il rischio di mareggiate distruttive.

Le comunità costiere sono particolarmente vulnerabili a fenomeni di questa portata. Le onde generate da un fetch così esteso possono causare danni significativi alle infrastrutture e alle attività economiche locali. Nel contesto del Mediterraneo, il fetch assume un ruolo centrale, poiché le sue dimensioni e la durata dell’azione del vento determinano direttamente l’intensità del moto ondoso. Lo Ionio, con i suoi ampi spazi marini e la presenza di fetch particolarmente lunghi, è una delle aree più esposte a fenomeni di questo tipo.

Questo episodio sottolinea ancora una volta l’importanza di monitorare e comprendere le dinamiche atmosferiche e marine per prevedere eventi estremi e mitigarne gli effetti. Il mare, elemento di vita e risorsa per le popolazioni costiere, può trasformarsi in una forza devastante quando il vento e le correnti si combinano in modo così potente. La protezione delle coste e delle comunità colpite deve essere una priorità, anche attraverso una continua ricerca e innovazione nelle tecnologie di previsione meteo-marine.

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