“E’ passato un anno esatto dalla tragedia accaduta in Piazza delle Croci a Palermo, quando Carmelo Russo, detto “u’spadaccinu”, ha legato ad un palo il suo cane Aron e gli ha dato fuoco. Il cane morì dopo qualche giorno nonostante il tentativo estremo dei veterinari di una clinica di Palermo di salvarlo, ma le ustioni ebbero la meglio. Ci fu un’indignazione generale ma nessuna conseguenza per l’autore di un crimine cosi efferato, infatti Carmelo Russo non è mai stato processato in quanto dichiarato incapace di intendere e volere e la faccenda di fatto finì in una enorme bolla di sapone”. Lo si legge in una nota dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) che, con un colpo a sorpresa, “annuncia la volontà di fare riaprire l’inchiesta sulla morte del povero Aron e preannuncia che nei prossimi giorni invierà un esposto alla procura di Palermo”.
“Certo prendiamo atto che l’assassino di Aron non può essere processato, ma secondo noi esistono gli estremi per riaprire l’inchiesta soprattutto per capire se vi sono stati dei comportamenti dolosi o omissione di verifiche e controlli che hanno portato alla registrazione ed all’autorizzazione a detenere Aron da parte del Russo – continuano gli animalisti di AIDAA – nonostante lo stesso fosse noto sia come persona non equilibrata sia per precedenti episodi di violenza su almeno un altro cane. Il secondo filone per il quale chiederemo agli inquirenti di indagare è quello della provenienza originaria di Aron per cui in più occasioni si era parlato del fatto che il Russo fosse legato in qualche modo al giro dei combattimenti clandestini pista questa che secondo noi vale la pena di essere ripercorsa a ritroso ed indagata”.


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