Ciclone Chido, a Mayotte si torna a scuola

Il sistema scolastico, già in crisi prima del ciclone, deve ora fare i conti con edifici gravemente danneggiati

Dopo oltre un mese e mezzo di disagi causati dal ciclone Chido e dalla successiva tempesta Dikeledi, gli studenti di Mayotte, arcipelago francese nell’Oceano Indiano, sono tornati a scuola. Il rientro, previsto inizialmente per il 13 gennaio e poi posticipato al 27, coinvolge circa 115mila alunni, ma le difficoltà restano immense. Il sistema scolastico, già in crisi prima del ciclone, deve ora fare i conti con edifici gravemente danneggiati. Almeno 45 scuole primarie e quattro secondarie non hanno potuto riaprire. In molte strutture, come la scuola di Labattoir, le classi vengono alternate per far fronte alla mancanza di spazi agibili. Inoltre, le proteste del personale docente complicano la ripresa: circa mille insegnanti, secondo i sindacati, hanno manifestato contro le precarie condizioni di sicurezza, lamentando l’assenza di acqua potabile e recinzioni danneggiate.

Il Ministero dell’Istruzione ha promesso materiali e arredi per agevolare il ritorno alla normalità, mentre il primo ministro François Bayrou ha espresso gratitudine agli insegnanti per il loro impegno. Tuttavia, la situazione resta critica in un dipartimento dove metà della popolazione ha meno di 18 anni e molte scuole erano già sovraffollate e fatiscenti. I prossimi interventi del governo saranno cruciali per garantire un futuro migliore agli studenti di Mayotte.