Negli ultimi cento anni, l’impiego dei fertilizzanti azotati ha contribuito significativamente all’aumento della produzione agricola, garantendo sicurezza alimentare e migliorando la nutrizione per una popolazione mondiale in costante crescita. Tuttavia, un uso improprio dell’azoto può causare gravi danni alla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, portare alla perdita di biodiversità e aggravare i cambiamenti climatici. Un nuovo rapporto della FAO, presentato oggi presso la sua sede a Roma, offre una panoramica completa sull’uso dell’azoto e le sfide che esso comporta nei sistemi agroalimentari. Il documento sottolinea l’importanza di un utilizzo sostenibile dell’azoto e propone raccomandazioni concrete per raggiungere questo obiettivo.
Il ruolo cruciale dell’azoto
L’azoto è un componente essenziale di elementi fondamentali per la vita, come gli amminoacidi e le proteine, necessari per la crescita di piante, animali e esseri umani. Grazie al processo Haber-Bosch, introdotto all’inizio del XX secolo, l’azoto atmosferico è stato convertito in sostanze utili come l’ammoniaca, ampiamente impiegata come fertilizzante.
Oggi, le attività umane aggiungono circa 150 teragrammi (Tg) di azoto reattivo alla superficie terrestre ogni anno, più del doppio rispetto ai livelli preindustriali. Alcuni esperti avvertono che, se non controllato, questo valore potrebbe raggiungere i 600 Tg all’anno entro il 2100, con un conseguente aumento delle perdite di azoto nell’ambiente.
Impatti ambientali e sanitari
Il settore zootecnico rappresenta circa un terzo delle emissioni totali di azoto prodotte dall’attività umana, mentre i fertilizzanti sintetici, il cambiamento nell’uso del suolo e le emissioni da letame sono le principali cause dell’inquinamento da azoto. L’inquinamento da azoto è più grave in Nord America, Europa occidentale e alcuni paesi asiatici, dove l’uso intensivo e improprio di fertilizzanti è praticato da decenni. In contrasto, nei paesi a basso e medio reddito, l’accesso limitato ai fertilizzanti porta a una carenza di azoto, riducendo i nutrienti nel suolo e favorendone il degrado.
Un uso attento dell’azoto in agricoltura aiuta a prevenire il degrado del suolo e la perdita di nutrienti, migliorando al contempo la resa delle colture. Tuttavia, l’uso eccessivo contribuisce al riscaldamento globale, degrada la qualità dell’aria e dell’acqua e mette a rischio la salute umana, aumentando l’incidenza di malattie respiratorie e cardiache.
La gestione sostenibile dell’azoto
La gestione sostenibile dell’azoto è oggi più urgente che mai. L’efficienza nell’uso dell’azoto (Nitrogen Use Efficiency, NUE) è migliorata negli ultimi anni, ma resta ancora molto da fare. Secondo Thanawat Tiensin, Direttore Generale Aggiunto della Divisione Produzione e Salute Animale della FAO, il rapporto fornisce una serie di raccomandazioni dettagliate per migliorare ulteriormente l’efficienza, riducendo l’inquinamento e promuovendo la salute ambientale e umana.
Raccomandazioni chiave
Il rapporto presenta diversi casi studio e propone azioni concrete, tra cui:
- Ridurre le emissioni nella produzione di fertilizzanti: l’industria dei fertilizzanti dovrebbe adottare misure urgenti per ridurre le emissioni di gas serra durante la produzione e minimizzare le perdite durante lo stoccaggio, il trasporto e l’applicazione.
- Promuovere la fissazione biologica dell’azoto: i governi dovrebbero incoraggiare l’uso di rotazioni colturali con leguminose, come soia e erba medica, per fissare l’azoto atmosferico in modo naturale.
- Migliorare la gestione del letame: linee guida per gli allevatori dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle perdite di azoto e sull’uso efficace del letame in agricoltura produttiva.
- Incentivare fertilizzanti organici e pianificazione spaziale: politiche agroalimentari dovrebbero promuovere l’uso di fertilizzanti organici e una pianificazione che riduca la concentrazione di bestiame in determinate aree, adottando approcci di bioeconomia circolare.
- Includere la gestione dell’azoto nei piani climatici nazionali: i governi dovrebbero integrare la gestione sostenibile dell’azoto nelle azioni di mitigazione e nei contributi determinati a livello nazionale per mantenere l’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi.
- Ridurre lo spreco alimentare: intensificare gli sforzi per ridurre le perdite alimentari in ogni fase del sistema agroalimentare e promuovere il riciclo degli scarti non adatti al consumo umano come mangime per animali.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?