Cosa è successo a Bentancur? Il malore in campo, il messaggio dall’ospedale ed i precedenti

Momenti di paura per Rodrigo Bentancur, calciatore del Tottenham: l'ex Juventus è stato colpito da malore nel corso di una partita
Foto di Neil Hall / Ansa
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Paura in campo per Rodrigo Bentancur. L’ex calciatore della Juventus è stato portato via in barella al 14′ della partita Tottenham-Liverpool, semifinale della Coppa di Lega inglese dopo essere caduto a terra su un calcio d’angolo. Il 27enne Bentancur aveva provato a colpire di testa una palla che era stata deviata da destra al sesto minuto. La gara è stata sospesa per circa 8′ e poi il calciatore è stato trasportato fuori con la maschera d’ossigeno. E’ stato lo stesso Bentancur a fare un segno con la mano di essere cosciente e il match è potuto così riprendere con i tifosi che hanno applaudito mentre veniva portato fuori dal campo.

“Tutto bene, grazie per i vostri messaggi e complimenti ai ragazzi per la vittoria”. Queste le parole in una story su Instagram del centrocampista. Il club inglese dopo i primi controlli ha reso noto che il giocatore era “cosciente” dopo che l’uruguaiano è stato portato in ospedale in seguito al preoccupante malore. I suoi compagni di squadra hanno mostrato immediata preoccupazione e il gioco è stato interrotto mentre Bentancur riceveva cure mediche per nove minuti prima di essere sostituito da Brennan Johnson. “Possiamo confermare che Rodrigo è cosciente, parla e andrà in ospedale per ulteriori controlli”, ha affermato il club in una dichiarazione su X durante l’intervallo della gara.

Lo stesso allenatore degli Spurs Ange Postecoglou dopo la gara ha spiegato che il giocatore “era cosciente quando è uscito dal campo ed è stato portato in ospedale per alcune osservazioni, quindi speriamo che stia bene. È stato piuttosto angosciante vederlo andare giù in quel modo, per i giocatori. Affrontando le avversità, questi giocatori si sono semplicemente ricompattati e hanno reagito molto bene”.

Gli altri casi

Ci sono stati diversi casi di calciatori che hanno accusato malori in campo, alcuni dei quali hanno avuto esiti tragici, mentre altri sono riusciti a riprendersi e a continuare la loro carriera. La grande paura dei giocatori in campo e del pubblico sugli spalti e davanti alla Tv dopo il malore all’ex Juventus ha riportato alla mente il caso recente di Edoardo Bove, che ha accusato un malore al 17′ della partita Fiorentina-Inter, il 1 dicembre, ma che è stato fortunatamente soccorso tempestivamente e si è ripreso. Al giocatore è stato installato un defibrillatore sottocutaneo amovibile nell’ospedale di Careggi dove è stato ricoverato ed ora si attende di capire quale sarà il suo futuro. Un altro caso recente è stato quello di Evan Ndicka, difensore della Roma, che ha avuto un malore e si è accasciato a terra, lamentando un forte dolore al petto, al 72′ di Udinese-Roma, ed era stato trasportato d’urgenza in ospedale, temendo il peggio. Fortunatamente, gli esami successivi hanno riscontrato “solo” un trauma toracico con minimo pneumotorace.

Tra i casi più noti c’è quello di Christian Eriksen, all’epoca calciatore dell’Inter, che durante gli Europei del 2021 ha subito un arresto cardiaco in campo. Grazie all’intervento immediato dei soccorritori, è stato salvato e ha potuto riprendere la sua carriera, non in Italia, ma in Inghilterra, dopo aver impiantato un dispositivo ICD, ovvero un defibrillatore cardioverter. A causa delle regole interne alla Serie A però, che non permettono a un giocatore di scendere in campo con un peacemaker, Eriksen ha dovuto lasciare i nerazzurri e tornare in Inghilterra, dove ha vestito prima la maglia del Brentford e poi quella del Manchester United.

Purtroppo, c i sono stati anche casi con esiti tragici, come quello di Piermario Morosini, che è deceduto nel 2012 durante una partita di Serie B. Un altro caso tragico è quello di Davide Astori, capitano della Fiorentina, che è morto nel 2018 a causa di un malore in hotel prima di una partita. Questi episodi ricordano quanto sia importante la tempestività dei soccorsi e la presenza di attrezzature adeguate come i defibrillatori negli stadi.

Tra gli altri casi famosi di calciatori che hanno accusato malori in campo, ci sono poi quelli di Lionello Manfredonia che nel 1989, durante una partita tra Roma e Bologna, fu colpito da un arresto cardiaco. Grazie all’intervento tempestivo dei medici, riuscì a sopravvivere, ma dovette ritirarsi dal calcio. Poi quello di Marc-Vivien Foé. Il centrocampista camerunese crollò in campo durante una partita di Confederations Cup contro la Colombia nel 2003. Purtroppo, nonostante i soccorsi, Foé non sopravvisse. Renato Curi nel 1977. Il centrocampista del Perugia si accasciò a terra durante una partita contro la Juventus e morì poco dopo a causa di un arresto cardiaco.

Giancarlo Antognoni: nel 1981, durante una partita tra Genoa e Fiorentina, subì un grave infortunio con frattura cranica e temporaneo arresto cardiaco. Fu salvato grazie all’intervento tempestivo dei medici. Antonio Puerta: il difensore del Siviglia crollò in campo durante una partita di Liga nel 2007. Nonostante i tentativi di rianimazione, Puerta morì pochi giorni dopo a causa di complicazioni legate a un’aritmia cardiaca.