“Non avremo successo nel triplicare le energie rinnovabili al 2030 o a raddoppiare il tasso di efficienza energetica se inseguiamo la decarbonizzazione al prezzo della desertificazione economica“: è quanto ha affermato il premier Giorgia Meloni nel corso del suo intervento all’Abu Dhabi Sustainability Week. Per puntare a una transizione energetica “sostenibile, dobbiamo avere le giuste e adeguate infrastrutture. Sviluppare interconnessioni sarà la pietra miliare di una democrazia energetica che genererà benefici per tutti. Con questo approccio l’Italia vuole diventare un hub strategico per i flussi energia fra Europa e Africa“.
“Dobbiamo trovare un equilibrio con un mix energetico bilanciato basato sulle tecnologie che abbiamo, quelle che stiamo sperimentando e anche quelle che dobbiamo ancora identificare. Non mi riferisco solo alle energie rinnovabili, ma anche al gas, all’idrogeno, ai biocarburanti, senza dimenticare la fusione nucleare, che può produrre energia pulita, sicura e illimitata e far passare l’energia da un’arma geopolitica a una risorsa accessibile che può cambiare la storia. L’Italia sta giocando il suo ruolo in questa direzione“, ha evidenziato il premier.
Un progetto ambizioso tra le due sponde dell’Adriatico
“Sono estremamente lieta di annunciare qui la firma di un accordo per dare il via a un progetto ambizioso tra le due sponde dell’Adriatico. Con Sua Altezza lo sceicco Mohammed bin Zayed e il primo ministro Edi Rama, oggi assisteremo alla firma di un impegno di estrema importanza per realizzare una nuova interconnessione energetica, volta a produrre energia verde in Albania e a esportarne una parte in Italia, grazie a un cavo sottomarino attraverso il Mar Adriatico. Crediamo fermamente in questo progetto che coinvolge i nostri tre governi, oltre ai nostri settori privati e agli operatori delle reti“, ha sottolineato il premier. Meloni si è fetta “molto orgogliosa di questa iniziativa“, perché “dimostra concretamente come possano essere costruite nuove forme di cooperazione anche tra partner apparentemente distanti, almeno da un punto di vista geografico. Partner che, tuttavia, sanno guardare alla scacchiera nel suo insieme e non solo al quadrante che sembra riguardarli più da vicino“.


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