Enorme buco coronale sul Sole rivolto verso la Terra: febbraio inizia con una tempesta geomagnetica

Il materiale gassoso potrebbe raggiungere la Terra domani, 1° febbraio

Un grande buco coronale nella corona solare è attualmente rivolto verso la Terra, e sta emettendo un flusso di vento solare che potrebbe influenzare il nostro pianeta. Secondo le previsioni, il materiale gassoso potrebbe raggiungere la Terra il 1° febbraio, con la possibilità di scatenare tempeste geomagnetiche classe G1, considerate di lieve entità ma comunque capaci di generare aurore polari e lievi disturbi nelle comunicazioni radio.

Cos’è un buco coronale?

Un buco coronale è una regione della corona solare dove il campo magnetico del Sole si apre nello Spazio interplanetario invece di chiudersi su se stesso. Queste zone appaiono più scure nelle immagini ottenute nei raggi X e nell’ultravioletto estremo, poiché sono caratterizzate da una temperatura e una densità inferiori rispetto alle aree circostanti della corona. I buchi coronali sono importanti poiché fungono da punti di emissione per il vento solare ad alta velocità.

Cos’è il vento solare?

Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, principalmente protoni ed elettroni, che vengono emesse dalla corona solare e si propagano nello Spazio a velocità comprese tra 300 e 800 km/s. Quando il vento solare proviene da un buco coronale, la sua velocità può essere significativamente più elevata rispetto al normale. Quando questo flusso interagisce con il campo magnetico terrestre, può innescare fenomeni di tempesta geomagnetica.

Cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica si verifica quando il flusso di vento solare interagisce con la magnetosfera terrestre, causando una temporanea perturbazione del campo magnetico del nostro pianeta. Le tempeste geomagnetiche sono classificate in base alla loro intensità su una scala da G1 a G5, dove G1 rappresenta una tempesta minore e G5 una tempesta estrema. Anche una tempesta geomagnetica lieve può influenzare le comunicazioni radio, i sistemi GPS e generare spettacolari aurore boreali e australi.

L’evento previsto per il 1° febbraio dovrebbe rientrare nella categoria G1, con effetti limitati e prevalentemente visibili alle alte latitudini.