Le esplosioni dei gasdotti Nord Stream nel marzo Baltico nel 2022 hanno avuto un impatto devastante sul clima, secondo un nuovo studio pubblicato su “Nature”. Le ricerche, condotte da un team internazionale di scienziati, tra cui l’Istituto Leibniz per la ricerca sul Mar Baltico (Leibniz-Institut für Ostseeforschung in Warnemünde, IOW), hanno rivelato che il metano rilasciato rappresenta quasi un quarto delle emissioni annuali di metano dell’intera Germania. Il gas, rilevato in circa il 14% del Mar Baltico, ha raggiunto concentrazioni record nelle immediate vicinanze delle perdite. Sebbene la maggior parte del metano sia sfuggita nell’atmosfera in tempi relativamente brevi, il suo impatto sul riscaldamento globale è stato enorme. Gli scienziati stimano che il danno ambientale causato da questa singola emissione ammonti a quasi 1,8 miliardi di euro.
“Non abbiamo mai misurato concentrazioni di metano così elevate”, ha affermato Gregor Rehder, ricercatore dell’IOW, “si tratta di un’emissione singola enorme”. Grazie a una rete di monitoraggio internazionale e all’analisi di dati satellitari, i ricercatori sono riusciti a tracciare con precisione la dispersione del metano e a quantificarne l’impatto. I risultati sottolineano l’importanza di ridurre le emissioni di metano, spesso trascurate rispetto all’anidride carbonica. “La situazione attuale dimostra che anche i gasdotti sul fondo del Mar Baltico possono essere oggetto di attacchi”, avverte Rehder. “Abbiamo bisogno di una task force internazionale di esperti per rispondere rapidamente a eventi simili e valutarne le conseguenze ambientali”, ha concluso.
