Scoppia un focolaio di ebolavirus, morta un’infermiera: indice di decessi fino al 100%

Sono stati identificati in totale 45 contatti, tra operatori sanitari e familiari del caso confermato

“In seguito alla conferma in Uganda di un focolaio di Sudan virus disease, patogeno appartenente alla stessa famiglia del virus Ebola, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sta mobilitando gli sforzi per supportare le autorità sanitarie nazionali nel contenere e porre fine rapidamente all’epidemia”. Lo riferisce l’agenzia Onu per la salute in una nota in cui fa il punto su quello che si sa finora. E cioè che è stato segnalato un caso confermato, una persona deceduta per il virus. Si tratta di un’infermiera del Mulago National Referral Hospital nella capitale Kampala. Nessun altro operatore sanitario o paziente ha mostrato sintomi della malattia. Sono stati identificati in totale 45 contatti, tra operatori sanitari e familiari del caso confermato, che sono attualmente sotto stretto monitoraggio, informa l’Oms spiegando che l’identificazione del caso in un’area urbana densamente popolata “richiede una risposta rapida e intensa”.

L’Oms sta schierando esperti senior di sanità pubblica e mobilitando personale dall’ufficio nazionale per supportare tutte le principali misure di risposta all’epidemia. Inoltre, l’Organizzazione ha stanziato 1 milione di dollari dal suo Contingency Fund for Emergencies per aiutare ad accelerare l’azione tempestiva e sta preparando forniture mediche, tra cui dispositivi di protezione individuale, da consegnare in Uganda dall’Emergency Response Hub di Nairobi. Sebbene non esistano vaccini autorizzati per la malattia da virus Sudan, l’Oms si sta coordinando con gli sviluppatori per distribuire candidati vaccini come aggiunta alle altre misure di salute pubblica. Saranno distribuiti una volta ottenute tutte le approvazioni amministrative e normative.

Le reazioni

“Accogliamo con favore la rapida dichiarazione di questo focolaio, stiamo supportando il governo e i partner per aumentare le misure per identificare rapidamente i casi, isolare e fornire assistenza, frenare la diffusione del virus e proteggere la popolazione”, commenta Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Oms per l’Africa. Ci sono stati otto precedenti focolai della malattia del virus Sudan, 5 dei quali si sono verificati in Uganda e tre in Sudan. L’Uganda ha segnalato l’ultimo focolaio di questa malattia nel 2022.

La malattia da virus Sudan è una malattia grave, spesso fatale, dovuta all’Orthoebolavirus sudanense, una specie virale appartenente allo stesso genere del virus che causa la malattia da virus Ebola. I tassi di mortalità variavano dal 41% al 100% nelle epidemie passate, ma è stato dimostrato che l’inizio precoce di un trattamento di supporto riduce significativamente i decessi.