L’India si prepara a scrivere un capitolo fondamentale nella storia dell’esplorazione spaziale del Paese. Nella notte del 9 gennaio in Italia, l’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale (ISRO) tenterà il suo primo attracco automatico in orbita tra 2 satelliti. L’evento rappresenta una pietra miliare per il Paese.
Space Docking Experiment (SpaDeX), l’India tenta attracco spaziale
La missione, denominata Space Docking Experiment (SpaDeX), coinvolge 2 satelliti gemelli, soprannominati “Chaser” e “Target“, ciascuno del peso di 220 kg. Dopo il lancio avvenuto il 30 dicembre scorso, l’attracco inizialmente previsto per il 6 gennaio è stato posticipato per ulteriori verifiche tecniche. “Il processo di attracco richiede ulteriori validazioni tramite simulazioni a terra in seguito a uno scenario di emergenza“, ha dichiarato l’ISRO.
SpaDeX non è un semplice test: è un banco di prova per tecnologie cruciali per le future missioni indiane. Tra gli obiettivi principali dell’ISRO ci sono il progetto Chandrayaan-4, una missione per il recupero di campioni dalla Luna entro il 2028, e la costruzione della stazione spaziale lunare Bharatiya Antariksha Station entro il 2040. Entrambi i progetti necessitano di sistemi di attracco automatico per collegare moduli e trasportare equipaggi o carichi.
Con questa missione, l’India punta a unirsi al ristretto gruppo di nazioni – tra cui Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone e l’Agenzia Spaziale Europea – che hanno padroneggiato questa tecnologia avanzata.
Oltre a SpaDeX, la missione include anche esperimenti innovativi. Tra questi spicca un piccolo braccio robotico, il primo sviluppato dall’India, che può “camminare” lungo la superficie di un veicolo spaziale. Questa tecnologia ricorda il famoso Canadarm2 utilizzato sulla Stazione Spaziale Internazionale.
