Un evento climatico La Niña, debole ma influente, è emerso nell’Oceano Pacifico mesi dopo le previsioni iniziali, come riportato dal New Scientist. Questo fenomeno aumenterà il rischio di siccità in alcune regioni del Nord e Sud America e di piogge intense in Australia e nel Sud/Est asiatico, mentre contribuirà a una leggera diminuzione delle temperature globali medie.
La Niña rappresenta la fase fredda del ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation), un’oscillazione naturale delle temperature oceaniche e atmosferiche nel Pacifico tropicale orientale. Il fenomeno si verifica quando gli alisei si rafforzano, spingendo acqua più fredda verso Ovest. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), le temperature della superficie marina nella regione sono scese al di sotto della soglia necessaria per dichiarare ufficialmente La Niña, con una previsione di persistenza fino ad aprile 2025.
Nonostante la debolezza dell’evento, La Niña sta influenzando i modelli meteorologici globali. Come ha spiegato Pedro DiNezio dell’Università del Colorado Boulder, le temperature globali si sono leggermente abbassate, ma rimangono sopra la media in molte aree, inclusi gli oceani. Ciò è attribuibile al riscaldamento record che ha caratterizzato la seconda metà del 2023, come sottolineato da Karin Gleason della NOAA.
Il ritardo nell’emergere di La Niña, avvenuto mesi dopo un forte El Niño, ha sorpreso i meteorologi. Rimangono incerte le cause di questa discrepanza nelle previsioni e il possibile ruolo del cambiamento climatico.


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