La Niña è ufficialmente in corso, secondo quanto confermato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Tuttavia, questa fase fredda del ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation) si presenta in una forma più debole e breve del solito, ma continuerà comunque a influenzare il clima globale nei prossimi mesi.
Cos’è La Niña e come influenza il clima
La Niña è la fase fredda di un ciclo climatico naturale noto come ENSO, caratterizzato da variazioni nelle temperature atmosferiche e della superficie del mare nell’Oceano Pacifico tropicale. Durante un evento La Niña, il Nord degli Stati Uniti e il Canada tendono a registrare inverni più freddi e più umidi, mentre il Sud degli Stati Uniti diventa più caldo e secco. Inoltre, La Niña può aumentare l’attività degli uragani nell’Atlantico.
Il ciclo ENSO alterna una fase calda (El Niño) e una fase fredda (La Niña) ogni 2-7 anni, con una durata di circa un anno per ciascun evento. Dopo che El Niño ha contribuito a temperature record nel 2023 e 2024, ci si aspettava l’arrivo di La Niña. Tuttavia, quest’ultimo fenomeno si è sviluppato in ritardo, emergendo solo a dicembre 2024, e potrebbe proseguire fino ad aprile 2025.
Ritardo e debolezza inaspettati
Secondo la NOAA, le condizioni per La Niña erano attese già dall’estate scorsa, ma sono state ritardate da temperature oceaniche più calde della media. Solo a dicembre la temperatura superficiale del Pacifico tropicale è scesa sotto la soglia critica di 0,5°C al di sotto della media a lungo termine, segnando ufficialmente l’inizio di La Niña. Modelli climatici prevedono che queste temperature resteranno al di sotto della soglia fino alla primavera.

“Abbiamo atteso La Niña sin dalla scorsa primavera” hanno dichiarato i rappresentanti della NOAA. “Sebbene sia arrivata in ritardo, tutti gli elementi si sono infine combinati il mese scorso”. Tuttavia, la durata e l’intensità dell’evento rimangono incerte.
Prospettive e sfide per le previsioni
Secondo le previsioni della NOAA, c’è una probabilità del 59% che La Niña persista fino al periodo febbraio-aprile, seguita da un ritorno a condizioni neutre tra marzo e maggio. Perché un evento La Niña entri nei registri ufficiali, le temperature devono rimanere sotto la soglia per almeno 5 stagioni consecutive (periodi di 3 mesi). Se l’evento si esaurisse entro marzo-maggio, potrebbe non essere considerato un episodio ufficiale nella storia climatica.
Gli scienziati continueranno a monitorare le temperature della superficie del mare nel Pacifico tropicale per determinare la durata di questo evento e studiare i fattori che lo rendono più breve e debole rispetto al normale. “Possiamo fare previsioni, ma è impossibile sapere con certezza quanto dureranno le condizioni di La Niña”, ha dichiarato la NOAA.
Implicazioni globali
Nonostante la sua debolezza, La Niña influenzerà il clima in molte regioni del mondo, alterando i modelli meteorologici stagionali. Ad esempio, potrebbero verificarsi cambiamenti significativi nella frequenza e nell’intensità degli eventi estremi, come uragani, piogge torrenziali o siccità.