Petrolio, le risposte dopo l’appello di Trump e la posizione dell’Ucraina

Le scorte di petrolio degli Stati Uniti sono scese al livello più basso da marzo 2022 la scorsa settimana

Prezzi del petrolio in calo dopo l’appello del neo presidente Donald Trump all’Arabia Saudita e all’Opec di abbassare le quote. Parlando al World Economic Forum, il magnate ha anche detto anche che con prezzi del greggio più bassi finirebbe la guerra in Ucraina (perché la Russia avrebbe meno risorse per finanziare l’aggressione, ndr). Il Brent cede lo 0,9% a 78,29 dollari al barile, il Wti perde l’1,09% a 74,62 dollari. “L’appello di Trump ai prezzi del petrolio più bassi sarà naturalmente accolto con favore da consumatori e aziende, ma accolto con cautela dall’industria petrolifera statunitense e da altri fornitori globali”, ha affermato Clay Seigle, ricercatore senior per la sicurezza energetica presso il Centro Studi Strategici e Internazionali. Le scorte di petrolio degli Stati Uniti sono scese al livello più basso da marzo 2022 la scorsa settimana, nonostante il rallentamento dell’attività di raffinazione, ha affermato l’Eia. Ma il calore è stato inferiore a quanto previsto dagli analisti. Anche le scorte di distillati sono diminuite, mentre quelle di benzina sono aumentate.

Ucraina: da Kiev “pieno” sostegno agli sforzi Trump sul prezzo del petrolio

L’Ucraina sostiene “pienamente” gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per allentare la pressione sulla Russia abbassando i prezzi del petrolio, in modo che Mosca ponga fine alla guerra. Lo ha affermato il capo dello staff presidenziale Andriy Yermak su X. Il presidente degli Stati Uniti aveva precedentemente dichiarato al World Economic Forum di Davos che “la guerra tra Russia e Ucraina terminerebbe immediatamente” se i prezzi del petrolio scendessero.