Un gruppo di esperti canadesi sta sollecitando ulteriori studi sui possibili danni cardiaci associati ai vaccini contro il Covid-19, sottolineando che il problema potrebbe essere “sottostimato” a causa della mancanza di ricerche a lungo termine. Secondo i ricercatori della British Columbia, molti studi finora condotti hanno adottato criteri diagnostici troppo ristretti e non hanno analizzato il rischio di queste condizioni nel lungo periodo. I vaccini a mRNA sono stati collegati, in casi molto rari, a condizioni come la miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e la pericardite (infiammazione del rivestimento del cuore). Tuttavia, quanto siano effettivamente rari questi effetti collaterali rimane un argomento dibattuto. Uno studio del 2021 condotto in Israele ha stimato un’incidenza di miocardite post-vaccino pari a una ogni 50.000 persone vaccinate, ma altre ricerche hanno fornito risultati molto diversi.
Gli esperti canadesi, guidati dai dottori Chengliang Yang e Scott J. Tebbutt dell’Università della British Columbia, hanno evidenziato che la definizione di “miocardite post-vaccino” varia notevolmente da uno studio all’altro. Per esempio, uno studio francese del 2022 considerava solo i casi che si manifestavano entro sette giorni dalla vaccinazione, un criterio che, secondo i ricercatori canadesi, potrebbe escludere molte persone. I dati del CDC statunitense indicano infatti che la miocardite può insorgere fino a 40 giorni dopo la vaccinazione, mentre altre fonti, come il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), hanno riportato casi fino a 120 giorni dopo.
Un aumento globale delle malattie cardiache
Dal 2021, anno in cui sono stati distribuiti i vaccini a mRNA su larga scala, i tassi globali di miocardite e pericardite sono aumentati del 40%. Gli scienziati ritengono che questa crescita necessiti di ulteriori indagini, anche considerando che il Covid stesso può causare danni al cuore. Questo complica la comprensione dei meccanismi alla base dei casi di miocardite e pericardite, rendendo essenziale distinguere tra gli effetti del vaccino e quelli dell’infezione.
L’importanza di criteri diagnostici più ampi
Gli esperti canadesi hanno pubblicato un commento sulla rivista medica JAMA, chiedendo l’adozione di criteri diagnostici più inclusivi per studiare la miocardite e la pericardite post-vaccino. Hanno suggerito di considerare entrambe le condizioni come esiti principali e di esplorare gli effetti combinati di infezione da Covid-19 e vaccinazione sulla salute cardiovascolare.
Gli autori hanno anche sottolineato la necessità di confrontare i tassi di miocardite post-vaccino con quelli di persone che sviluppano la stessa condizione nello stesso periodo, ma senza aver ricevuto il vaccino, per identificare meglio i possibili meccanismi alla base.
Preoccupazioni per la salute pubblica
I ricercatori avvertono che i casi gravi possono portare a conseguenze come insufficienza cardiaca, attacchi di cuore e ictus. Tuttavia, gli stessi esperti ammettono che il Covid-19 può causare danni al cuore ancora più significativi e a lungo termine rispetto agli effetti collaterali dei vaccini.
“È necessario condurre studi più approfonditi e a lungo termine per comprendere appieno il rischio cardiovascolare legato sia ai vaccini Covid-19 che all’infezione da SARS-CoV-2”, hanno scritto i ricercatori, sottolineando l’importanza di dati solidi per migliorare la gestione clinica e le politiche sanitarie globali.
