Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci sull’opera: vantaggi economici, costi, sinergie e ruolo dell’Ue

Pietro Ciucci, Amministratore Delegato della Stretto di Messina SpA, ha parlato del progetto del Ponte sullo Stretto

Il Ponte sullo Stretto rappresenta non solo un’importante infrastruttura per il territorio locale, ma anche un progetto di rilevanza nazionale ed europea. Connettendo due regioni del Mezzogiorno, il ponte si propone di migliorare la continuità stradale e ferroviaria, valorizzare la portualità e favorire una maggiore integrazione economica e sociale. Strade&Autostrade ha intervistato Pietro Ciucci, Amministratore Delegato della Stretto di Messina SpA. “Poco più di un anno fa è ripartito il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il DL 35 (legge di conversione 26 maggio 2023, n. 58) ne ha infatti stabilito il riavvio con un calendario delle attività molto serrato. Il 15 febbraio scorso il CdA della concessionaria Stretto di Messina ha approvato l’aggiornamento al progetto definitivo del 2011 redatto dal contraente generale Eurolink e dal progettista COWI”, sono state le prime parole.

“Il 13 novembre c’è stata una nuova tappa molto importante, mai raggiunta prima nell’iter dell’opera, ovvero il parere favorevole della Commissione di valutazione di impatto ambientale per il ponte sullo Stretto di Messina. La commissione ha svolto un lavoro straordinario esaminando nei tempi di legge un progetto complesso come il ponte sullo Stretto, rilasciando 62 prescrizioni. Sessanta saranno ottemperate in sede di approvazione del progetto esecutivo e due dopo l’entrata in esercizio del ponte, così come stabilito dalla Commissione di VIA. In generale si tratta di richieste di approfondimenti già, in larga misura, da noi programmati”. Sulle prossime mosse: “con il parere favorevole sulla VIA, l’esito della Conferenza dei servizi, il piano economico- finanziario, dal quale risulterà l’intera copertura del fabbisogno finanziario dell’Opera, si procederà all’approvazione da parte del CIPESS che comporterà l’avvio della fase realizzativa con la progettazione esecutiva e il programma delle opere anticipate. L’apertura del Ponte al traffico stradale e ferroviario è prevista nel 2032”.

Vantaggi economici e costi

“I vantaggi economici e sulla qualità della vita delle persone dipendono in via principale dalla realizzazione di un collegamento stabile, aperto a treni e auto 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Unire Calabria e Sicilia è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra le due regioni e il resto del Continente. Inoltre, quale tessera del mosaico trasportistico nazionale ed europeo, nell’ambito del Corridoio ferroviario-stradale della rete TEN-T Helsinki – Palermo, rende sostenibile il prolungamento del sistema di alta velocità/capacità ferroviaria nazionale ed europea in Calabria e in Sicilia. In fase di cantiere, oltre alle rilevanti ricadute occupazionali dirette e indirette stimate in circa 120 mila unità lavoro anno, a fronte di un investimento previsto pari a 13,5 miliardi, è stimato un contributo complessivo di 23,1 miliardi al Pil del Paese”, continua Pietro Ciucci.

“È una grande infrastruttura del territorio per il territorio e al tempo stesso una grande opera per il Paese e per l’Europa. È lo strumento per dare continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso per valorizzare la portualità. Unisce due regioni del Mezzogiorno con oltre sette milioni di abitanti. A questo riguardo è significativo ricordare il pensiero di Karel Van Miert che, nel 2003 in occasione dell’approvazione del progetto preliminare e in qualità di coordinatore delle reti di trasporto transeuropee, disse: “La Sicilia, l’isola più popolata del Mediterraneo, conta circa cinque milioni di abitanti, ovvero molto più di alcuni Stati membri dell’Europa allargata e il ponte rappresenterà un caposaldo infrastrutturale per l’Europa le cui dimensioni sono paragonabili a quelle del ponte Oresund” (collegamento stabile tra Svezia e Danimarca)”. 

Sinergie tra ponte e portualità

“L’area dello Stretto è al centro del Mediterraneo e i suoi porti devono essere messi nelle condizioni di poter intercettare i grandi flussi di beni che da Suez, possono trovare in poche miglia una porta diretta al centro dell’Europa. I flussi di traffico oggi passano davanti ad Augusta sulle grandi navi maxi portacontainer per percorrere migliaia di miglia in più, inquinando pesantemente il Mediterraneo e l’Atlantico, per arrivare ai porti del Nord: Rotterdam, Anversa, Amburgo. Pertanto, l’obiettivo con il ponte è di sviluppare il sistema portuale realizzando un grande sistema territoriale da Augusta a Gioia Tauro per stimolare sviluppo e capacità competitiva nei confronti dei grandi sistemi internazionali.

Va poi considerato il tema che le merci arrivano spesso come semilavorati e che quindi hanno bisogno di aree retroportuali importanti per procedere ad assemblaggi e completamenti di manifattura con conseguenti esigenze di impianti industriali, centri logistici, manodopera. In questo quadro il ponte tra Sicilia e Calabria offre infatti la possibilità di dar vita ad un unico sistema che scambia container, sistemi retroportuali, uomini e manager, macchine di lavoro e servizi, con certezza dei costi, dei tempi di percorrenza, di accettabilità dei trasferimenti e della qualità del servizio.

Non realizzare questo progetto significa perdere importanti occasioni di sviluppo lasciando, non solo il Mezzogiorno, ma l’intero Paese in una situazione di marginalità rispetto a un’Europa che, al contrario, sta cercando di collegare tutte le realtà periferiche. Gli oppositori spesso lamentano carenze infrastrutturali nelle due regioni… Va ricordato che l’Opera si inserisce in un contesto di sviluppo infrastrutturale più ampio che mira a potenziare la rete dei trasporti a beneficio dell’Italia. Al riguardo richiamo i significativi investimenti del governo sulla rete stradale e ferroviaria in Sicilia e Calabria. Un impegno, quello del Ministero delle Infrastrutture, senza precedenti che al 2030 prevede opere per circa 70 miliardi tra Sicilia e Calabria che daranno vita ad un sistema di trasporti sostenibile, sia in termini di rilancio economico che sociale delle due regioni”, dichiara l’Amministratore Delegato della Stretto di Messina SpA.

“Il progetto comprende anche 40 km di raccordi stradali e ferroviari di collegamento al territorio. Verranno realizzate tre fermate ferroviarie in sotterraneo (Papardo, Annunziata, Europa) che unite alle stazioni di Messina, Villa S. Giovanni e Reggio daranno concretezza al sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria, al servizio degli oltre 400.000 abitanti dell’area dello Stretto e oltre, ricomprendendo nel distretto anche Catania”.

Sul ruolo dell’UE

“Abbiamo partecipato a un bando Connecting Europe Facility for Transport aperto a tutti i Paesi membri. Il ponte ha ricevuto i punteggi massimi su tutti i criteri selettivi previsti dalla Commissione europea. La UE ha evidenziato che il progetto è di interesse collettivo, perché incide su tutti e quattro gli obiettivi definiti nella regolamentazione dei corridoi TEN-T, ovvero coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti. Inoltre, la Commissione ha valutato l’iter progettuale in stato molto avanzato ed elevata la qualità del progetto attuale.

Tra i parametri valutati anche le positive ricadute socioeconomiche e ambientali del progetto, la riduzione dei tempi di viaggio, dell’impatto acustico e delle emissioni inquinanti. Positiva valutazione anche per la capacità del progetto di incrementare l’accessibilità e lo sviluppo economico di Calabria e Sicilia, migliorando le connessioni”.