Razzo cinese cade sulla Terra ed esplode vicino ad una casa | VIDEO

Quanto accaduto nella contea di Zhenyuan solleva interrogativi sull'equilibrio tra ambizione e sicurezza

Lo scorso 23 gennaio la Cina ha effettuato con successo il lancio del satellite TJS-14 dal Centro di Lancio Satellitare di Xichang, utilizzando un razzo Long March 3B. Tuttavia, questo evento è stato segnato da un incidente che ha riportato l’attenzione sui rischi associati ai lanci spaziali del Paese. Uno dei booster laterali del razzo è infatti precipitato in una zona abitata nella contea di Zhenyuan, nella provincia di Guizhou, esplodendo pericolosamente vicino a una casa abitata da una famiglia.

Le telecamere di sicurezza hanno registrato il momento dell’esplosione, mostrando 2 membri della famiglia reagire allo spaventoso evento (video in coda all’articolo). Fortunatamente, il booster è caduto in una zona collinare sopra la loro abitazione, evitando una tragedia. Non è la prima volta che simili incidenti si verificano con i razzi Long March, in particolare con il modello 3B, una delle colonne portanti del programma spaziale cinese.

La posizione dei lanci e i rischi

Il Long March 3B è uno dei razzi più utilizzati dalla Cina per portare satelliti in orbita. Tuttavia, utilizza una miscela ipergolica di propellenti altamente tossici, composta da idrazina e tetrossido di azoto. Inoltre, i suoi 4 booster laterali, ciascuno con un diametro di 2,25 metri, possono contenere residui di carburante al momento dell’impatto, causando esplosioni e rischi per la salute delle persone e degli animali nelle vicinanze.

I lanci avvengono frequentemente dal centro di Xichang, situato nell’entroterra della Cina. Questa scelta strategica risale alla Guerra Fredda, quando i siti di lancio venivano posizionati lontano dalle coste per motivi di sicurezza nazionale. Tuttavia, questa decisione comporta che i primi stadi dei razzi ricadano sulla terraferma, spesso in aree abitate, a differenza di quanto accade in altri Paesi che effettuano i lanci da siti costieri, dove i detriti finiscono nell’oceano.

Misure di sicurezza insufficienti

Le autorità spaziali cinesi adottano alcune precauzioni per minimizzare i rischi, come la delimitazione delle zone di caduta e l’evacuazione preventiva delle aree interessate. Gli abitanti ricevono avvisi e vengono invitati a non avvicinarsi ai detriti, che possono contenere sostanze pericolose. Nonostante questi sforzi, gli incidenti continuano a verificarsi. Sono stati condotti test con paracadute e pinne di controllo per ridurre gli impatti, ma i risultati finora non hanno eliminato del tutto il pericolo.

Negli ultimi anni, la Cina ha costruito nuovi centri di lancio in località più sicure, come l’isola di Hainan, nel Sud del Paese, e strutture per lanci marittimi nella provincia di Shandong. Tuttavia, i siti nell’entroterra, come quello di Xichang, restano operativi e continueranno a essere utilizzati per numerosi lanci.

La corsa allo Spazio

Il lancio del 23 gennaio rappresenta il 6° del 2025 per la Cina, che prevede di effettuare circa 100 missioni spaziali nel corso dell’anno. Il Long March 3B avrà un ruolo cruciale in questa ambiziosa tabella di marcia, incluso il lancio della missione Tianwen 2, volta al recupero di campioni da un asteroide.

La crescente attività spaziale cinese è motivo di orgoglio nazionale e segna il progresso tecnologico del Paese. Tuttavia, episodi come quello avvenuto nella contea di Zhenyuan sollevano interrogativi sull’equilibrio tra ambizione e sicurezza.