Nel cuore della nostra galassia, a circa 20 anni luce dalla Terra, un team internazionale di astronomi, tra cui scienziati dell’Università di Ginevra (UNIGE) e del NCCR PlanetS, ha scoperto HD 20794 d, una “super-Terra” che potrebbe ospitare condizioni favorevoli alla vita. La scoperta, frutto di vent’anni di osservazioni, rappresenta un passo avanti nella ricerca di pianeti abitabili e alimenta la possibilità di non essere soli nell’universo.
Un nuovo capitolo nella ricerca di vita extraterrestre
La scoperta degli esopianeti, pianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal nostro Sole, è iniziata solo trent’anni fa con il lavoro pionieristico di Michel Mayor e Didier Queloz, premiati con il Nobel per la Fisica nel 2019. Da allora, sono stati individuati oltre 7mila esopianeti nella Via Lattea, ma si stima che ce ne siano miliardi ancora da scoprire.
HD 20794 d, appena identificato, è una “super-Terra“, ovvero un pianeta roccioso più grande del nostro. Orbita attorno a una stella simile al Sole, HD 20794, ed è situato nella “zona abitabile“, dove le temperature consentono la presenza di acqua liquida, condizione essenziale per la vita come la conosciamo.
La “super-Terra” HD 20794 d, un’orbita unica e intrigante
A differenza della Terra, che segue un’orbita quasi circolare, HD 20794 d si muove lungo una traiettoria ellittica, oscillando tra la parte interna e quella esterna della zona abitabile della sua stella. Questo movimento potrebbe consentire la transizione dell’acqua tra lo stato solido e quello liquido durante l’orbita, creando condizioni favorevoli per la nascita della vita.
La sua posizione relativamente vicina al nostro sistema solare rende questo pianeta un obiettivo privilegiato per futuri studi.
Una scoperta che sfida i limiti della tecnologia
Rintracciare HD 20794 d non è stato semplice. Per oltre 2 decenni, i dati raccolti da strumenti d’avanguardia, come ESPRESSO e HARPS, sono stati analizzati e affinati grazie a tecniche innovative. Decisivo è stato l’algoritmo YARARA, sviluppato da Michael Cretignier durante il suo dottorato all’UNIGE, che ha permesso di eliminare il “rumore” nei dati, rivelando segnali planetari altrimenti invisibili.
La sfida maggiore è stata distinguere il segnale del pianeta da altre fonti di disturbo. Dopo anni di lavoro, sono state finalmente trovate prove convincenti della sua esistenza.
Una finestra sul futuro della ricerca
HD 20794 d rappresenta un laboratorio naturale per testare teorie sull’abitabilità dei pianeti e affinare i modelli astrofisici. Il suo studio, insieme agli strumenti di nuova generazione come lo spettrografo ANDES dell’Extremely Large Telescope (ELT), potrebbe fornire risposte fondamentali sul potenziale per la vita oltre il nostro pianeta.
Questa scoperta segna anche l’inizio di un approccio multidisciplinare, come quello promosso dal Centro per la Vita nell’Universo (CVU) dell’UNIGE, che unisce astrofisica, biologia e chimica per indagare i misteri dell’esistenza.


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