L’Unione europea dovrebbe incoraggiare le case automobilistiche cinesi ad aprire più stabilimenti in Europa nel quadro di un accordo per l’abbattimento delle tariffe punitive sui veicoli elettrici cinesi importati. Lo sottolinea in un’intervista al Financial Times il capo di Mercedes-Benz, Ola Källenius. Källenius, che è anche presidente dell’associazione dell’industria automobilistica europea (Acea) ha ricordato che molti anni fa Pechino stessa chiese ai competitor Ue di investire nel colosso asiatico come parte delle misure per trovare una soluzione alla disputa commerciale tra i due blocchi. “Nessuno è in disaccordo sul fatto che la parità di condizioni sia una discussione legittima. La domanda è: quale strumento utilizzare?”, osserva Källenius sollecitando a “non accelerare il protezionismo perché abbiamo molto da perdere”.
“Quando siamo arrivati in Cina i responsabili politici ci hanno chiesto: industrializzatevi qui se volete conquistare il mercato. A quanto mi risulta, i politici europei hanno detto lo stesso nei confronti dei cinesi”, ha affermato. “Penso che queste siano conversazioni legittime – aggiunge – ma ciò significa che si dovrebbero aprire i mercati e creare il più possibile condizioni di parità, per poi lasciare che vinca il miglior attore del mercato”.


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