Sono caduti nell’Oceano Atlantico, in una zona dei Caraibi a nord di Haiti, i detriti della capsula Starship di SpaceX, insieme alle dieci copie dei satelliti Starlink che la capsula avrebbe dovuto rilasciare nel test in volo avvenuto la scorsa notte. È la seconda volta in meno di due anni che la capsula Starship esplode in volo. Era già accaduto il 18 novembre 2023, quando poco dopo il lancio sono esplosi sia il razzo Super Heavy sia la capsula e i detriti erano caduti in un’area dei Caraibi. “Rispetto al 2023, l’esplosione è avvenuta quando il velivolo era un po’ più basso e lento, quindi i detriti si sono distribuiti a Nord di Haiti”, dice all’ANSA l’esperto di rientri dallo spazio Luciano Anselmo, associato di ricerca dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L’agenzia statunitense responsabile della sicurezza dei voli, compresi quelli spaziali, la Federal Aviation Administration (FAA) ha potuto allertare i voli aerei in tempo reale grazie a una procedura consolidata. Prima di ogni test di un veicolo spaziale è obbligatorio chiedere l’autorizzazione alla FAA: “è una procedura seguita da tutti, dalla NASA come dalla Blue Origin di Jeff Bezos. Quest’ultimo – osserva Anselmo – ha ritardato di molto il test della New Glenn proprio per attendere le autorizzazioni, mentre Musk tende a lanciare veicoli non ancora pronti, scoprendo quello che non va al momento del lancio, ma questa è una cosa atipica nell’industria spaziale”.
Con i suoi 122 metri di altezza, la Starship (costituita dal razzo Super Heavy e dalla capsula Starship) è il più grande veicolo spaziale mai costruito, con una massa di oltre 5.000 tonnellate. “A maggior ragione, per il lancio di un veicolo come questo la FAA richiede studi e analisi sulla sicurezza”. In condizioni normali, per esempio, quando è previsto un ammaraggio, deve lanciare un’allerta ai voli aerei indicando la zona da evitare. Se tutto fosse andato regolarmente, nell’ultimo test della Starship quest’area sarebbe stata l’Oceano Indiano.
La FAA, prosegue Anselmo, considera sempre anche la possibilità che qualcosa vada storto durante il lancio: “non è possibile sapere in anticipo quello che accadrà, ma nel momento in cui il si perde il controllo del veicolo la FAA attiva un software di simulazione che, sulla base di parametri come velocità e posizione, permette lanciare un’allerta sulla zona in cui è probabile la caduta dei detriti. Di consegue, dopo l’allerta della FAA, gli aerei in volo in quella zona hanno cambiato rotta e altri hanno ritardato la partenza, proprio come era accaduto nel 2023″.
