Franco Battaglia ha pubblicato su “Nicola Porro” un articolo intitolato “Trump ha un piano per pensionare Greta Thunberg” . Nel suo discorso inaugurale, il presidente Donald Trump ha riaffermato l’intenzione di sfruttare appieno le risorse energetiche degli Stati Uniti, dichiarando: “L’America ha la più grande quantità di petrolio e gas e li useremo”. Questa posizione contrasta nettamente con le idee promosse da attivisti come Greta Thunberg, che sostengono la necessità di lasciare sottoterra combustibili fossili come petrolio, carbone e gas.
“Altro che Greta Thunberg, povera bambina vittima di mercanti di bambini, che urlava di lasciare sottoterra petrolio, carbone e gas. Rammentate? Alcuni anni fa i due – il presidente e la bambina viziata – si erano trovati a pochi metri di distanza reciproca, con la seconda che sbavava un minimo di attenzione dal primo – ehi, son qua! Neanche mi guardi, mentre tutto il mondo si genuflette ai miei piedi? Come osi? – il quale a sua volta, dall’alto dei suoi quasi 1.90 metri le concedeva l’importanza di chi non ha alcuna importanza. Non era la bambina, quella che ignorava, allora, il presidente: ignorava chi ne aveva fatto oggetto da mercato”, si legge su nicolaporro.it.
Il Green Deal
Trump ha inoltre promesso di porre fine al “Green New Deal” e di revocare l’obbligo dei veicoli elettrici, affermando che i cittadini americani potranno acquistare l’auto di loro scelta. Ha sottolineato che l’inflazione è stata causata da un aumento massiccio dei prezzi dell’energia, attribuendo tale escalation alle politiche del Green New Deal. Nel suo discorso, ha dichiarato: “durante ogni singolo giorno dell’amministrazione Trump, metterò semplicemente l’America al primo posto. Esporteremo energia americana in tutto il mondo. Invece di tassare i nostri cittadini per arricchire altri paesi, imporremo dazi e tasse ai paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini”.
L’articolo continua: “gli unici con responsabilità di governo e con la forza morale di dirlo, al momento, sono due: Viktor Orbán e, soprattutto, Giorgia Meloni. C’è da sperare che in Germania e in Romania le cose si evolvano nella stessa direzione, ma al momento Giorgia Meloni ha una grande responsabilità per il futuro dell’Europa. È lei che avrebbe la forza morale di replicare – con simpatia, sì, ma anche con fermezza – che anche questa parte dell’Oceano mette al primo posto i propri interessi. Che – diciamolo chiaro e tondo – non sono di acquistare gas dagli Usa, né tanto meno, in mancanza, temere la minaccia di dazi.
Se Donald Trump è quel che ha dimostrato di essere nel passato e dice di essere oggi, ricambierà la stima e la simpatia e comprenderà la fermezza. La missione delle forze armate americane è sconfiggere i nemici dell’America, cioè sconfiggere chi vuole il male dell’America, il cui successo si misura, soprattutto, sulle guerre cui si pone fine e, ancora di più, su quelle nelle quali non prendiamo parte. Il riferimento è al conflitto Russo-Ucraino, nel quale l’America non avrebbe dovuto immischiarsi. E, se non si fosse immischiata, non sarebbe mai nato.
L’Ucraina è un paese vittima anche della propria irresponsabile classe dirigente, e come uscirà dalla fine di questo conflitto è difficile dire. Più facile, invece, è affermare che il conflitto deve finire e – se è vero che gli interessi dell’Europa devono stare al primo posto per gli europei – con la Russia bisogna ricucire. E bisogna farlo non per le ragioni dette da quelli in servizio permanente effettivo di cui sopra, e cioè – questo ho ascoltato con sgomento – “perché non bisogna favorire una amicizia troppo stretta tra Russia e Cina”, ma perché è la convivenza pacifica la garanzia del benessere. È interesse di tutti che tutti convivano reciprocamente in pace, ognuno sovrano a casa propria: Russia e Cina, America e Cina, America e Russia, ciascuna delle nazioni dell’Europa con Russia, con Cina e con America. Magari nella sana competizione ove ognuno mette al primo posto i propri interessi. Ma che sia competizione sana e, soprattutto, pacifica. I guerrafondai da salotto hanno fatto sufficiente danno negli ultimi tre anni: non abbiamo bisogno di costoro”.


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