Negli ultimi giorni, l’asteroide 2024 YR4 ha catturato l’attenzione del web, scatenando preoccupazioni e dibattiti. Considerato uno degli oggetti vicini alla Terra (“near-Earth”) più pericolosi degli ultimi anni, questo asteroide si distingue per la probabilità di impatto con il nostro pianeta. Ecco cosa sappiamo esattamente su questo “sasso spaziale”, perché viene classificato come un pericolo, quali sono le reali possibilità che colpisca la Terra e cosa potrebbe accadere in questa ipotesi.
Asteroide 2024 YR4: perché tutto questo clamore?
L’asteroide 2024 YR4 “sta facendo clamore perché è una notizia che rende reale lo scenario dell’estinzione dei dinosauri di cui tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta nella nostra vita. Certo, in questo caso l’asteroide era molto più grande, mentre 2024 YR4 è un piccolo frammento, ma l’emozione che trasmette è quella: il pericolo che viene dal cielo e che “minaccia” la nostra esistenza. Uno scenario quasi da ‘Don’t Look up‘,” ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb Albino Carbognani, ricercatore dell’INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna, autore di “L’asteroide di Sodoma e Gomorra” (editore in riga).
Riguardo le caratteristiche dell’asteroide, l’esperto ha sottolineato che “dal punto di vista fisico 2024 YR4 non ha niente di particolare, è un asteroide roccioso come tantissimi altri. Nel caso specifico ha un diametro di circa 50 metri e ruota attorno al proprio asse in soli 19 minuti. Le piccole dimensioni ci dicono che non rappresenta un rischio di rilievo, nella remota possibilità che colpisse realmente la Terra si disintegrerebbe in atmosfera“.
A causa delle dimensioni di 2024 YR4 e della sua probabilità di impatto è classificato con il valore 3 sulla scala Torino, “che è l’equivalente della scala Mercalli per i terremoti, un grado 3 è una situazione che richiede attenzione. Anche se 2024 YR4 colpisse la Terra arriverebbe solo a un valore 8 della scala Torino, non sarebbe mai un 9 o un 10“, ha evidenziato Carbognani.
La probabilità di impatto
Con la precisione di dati e calcoli che aumenta, la probabilità di impatto negli ultimi giorni sta salendo lievemente: 2,4% di probabilità di impatto con la Terra, 1 su 42, e quindi 97,6% di probabilità che l’asteroide manchi la Terra, secondo il CNEOS della NASA. Una variazione totalmente prevista, attesa e temporanea. Man mano che arrivano più osservazioni, l’incertezza nell’area in cui passa l’asteroide diminuisce, ma mentre quell’area include ancora la Terra, una minore incertezza significa che la probabilità di impatto aumenta. Ciò è solitamente temporaneo, poiché ulteriori osservazioni restringeranno ulteriormente quell’area, dimostrando infine con elevata certezza che l’asteroide mancherà il nostro pianeta: quando ciò accadrà, la probabilità di impatto scenderà a zero.
“La probabilità di un evento, come il venire testa nel lancio di una moneta, si calcola matematicamente facendo il rapporto fra il numero di volte in cui è venuta testa e il numero di lanci totale“, ha proseguito Carbognani. “Nel caso della probabilità d’impatto di un asteroide si procede in modo simile. Si fa evolvere nel tempo una nube composta di un certo numero N di asteroidi virtuali, con posizione e velocità iniziale compatibili con le osservazioni fatte con i telescopi. La nube di asteroidi virtuali si espanderà con il passare del tempo, perché ognuno segue una propria traiettoria leggermente diversa dagli altri e queste piccole differenze si amplificano con il passare del tempo. La Terra (al computer), sarà quindi investita da una nube di asteroidi molto estesa nello spazio. Facendo il rapporto fra il numero C di asteroidi virtuali che hanno colpito la Terra e gli N iniziali si ha la probabilità d’impatto P:P=C/N“.
La probabilità di impatto può inizialmente aumentare prima di scendere a zero “perché a mano a mano che le osservazioni fatte con i telescopi riducono l’incertezza su posizione e velocità iniziale dell’asteroide, anche la nube degli asteroidi virtuali si espande poco nello spazio. Infatti partono tutti davvero molto vicini fra loro, quindi il rapporto C/N tende ad aumentare perché c’è un maggior numero di asteroidi virtuali che colpiscono il pianeta. Tuttavia, quando la nube di asteroidi virtuali diventa talmente compatta nello spazio che manca del tutto la Terra (come ci si aspetta che avvenga), allora c’è il crollo con P=0 perché tutti gli asteroidi virtuali mancano il nostro pianeta“.
“La traiettoria, note posizione e velocità iniziali che si ottengono con le osservazioni al telescopio, viene calcolata tenendo conto della forza di gravità del Sole, dei pianeti, degli asteroidi maggiori e della pressione esercitata dalla luce emessa dal Sole. La fonte di incertezza è la lunghezza dell’arco di orbita osservato: più è corto, maggiore l’incertezza su posizione e velocità iniziali,” ha spiegato il ricercatore INAF.
Asteroide 2024 YR4, le conseguenze di un ipotetico impatto
Cosa accadrebbe dunque nella remota possibilità che questo “sasso spaziale” colpisse la Terra? “In base alla riflettività superficiale dell’asteroide stimata con la classe tassonomica (2024 YR4 è un asteroide di tipo S ossia roccioso), le dimensioni sono attorno ai 50 metri, ma cambia poco anche se si arrivasse a 100 metri. Le conseguenze dell’impatto sarebbero di tipo locale, come è accaduto il 30 giugno 1908 con la catastrofe di Tunguska. L’asteroide si disintegrerebbe a qualche km dal suolo rilasciando un’energia di circa 10 Mton e creando un’onda d’urto che spazzerebbe via circa 2000 km quadrati dell’area sottostante“, ha spiegato il ricercatore INAF. “Al momento i possibili luoghi di caduta dell’asteroide sono allineati in un corridoio d’impatto che va dall’India a Panama, passando per Yemen, Camerun, Oceano Atlantico e Venezuela. Se vogliamo essere egoisti si può dire che l’Italia e l’Europa non corrono nessun pericolo. Nel caso l’asteroide colpisse un luogo densamente popolato andrebbe comunque evacuato prima della caduta, in modo da minimizzare il numero di vittime“.
Un monitoraggio complesso
“Per l’osservazione di 2024 YR4 sono stati usati diversi telescopi, ad esempio è stato scoperto con un telescopio di soli 50 cm di diametro, ma all’epoca era abbastanza luminoso. Ora che si sta progressivamente allontanando dalla Terra diventa sempre più debole perché la luce che riflette nello spazio si disperde su un’area sempre più grande e saranno necessari grossi telescopi come il JWST o il VLT dell’ESO. Dalla Stazione Astronomica di Loiano dell’INAF-OAS, lo abbiamo ripreso il 29 gennaio con il telescopio “Cassini” da 1,52 metri di diametro ed era quasi al limite delle capacità dello strumento“, ha raccontato Carbognani.
Se non riuscissimo a ottenere dati sufficienti prima che l’asteroide diventi invisibile, non ci sono strategie alternative per affinare le previsioni, “a meno di non trovare immagini dell’asteroide quando è passato vicino alla Terra nel 2016 che estenderebbero l’arco orbitale conosciuto di diversi anni. In ogni caso ci sarà occasione di osservarlo di nuovo nel dicembre del 2028 quando passerà a circa 7,5 milioni di km da noi, prima di ritornare nel dicembre 2032 quando potrebbe esserci l’impatto. Nel passaggio del 2028 si determinerà con precisione l’orbita e sarà possibile dire se colpirà la Terra oppure no nel successivo passaggio. Nel caso di impatto confermato sarà noto anche il luogo esatto e ci saranno 4 anni a disposizione per prepararsi“.
Asteroide 2024 YR4, un oggetto “pericoloso” di cui non c’è da preoccuparsi
“Direi che non è il caso di preoccuparsi, le variabili in gioco sono ancora tante e prima di tutto va ben definita l’orbita dell’asteroide. Solo quando gli astronomi avranno a disposizione questo dato potremo decidere il da farsi. In ogni caso l’asteroide è piccolo e si disintegrerà in atmosfera: basterà evacuare la zona dell’impatto e non succederà niente di grave. Piuttosto, l’asteroide 2024 YR4 ci ricorda, ancora una volta, quanto sia importante per la sopravvivenza della nostra specie sostenere (e finanziare) la ricerca scientifica“, ha concluso Carbognani”.
