Dopo il successo del primo volo del razzo New Glenn, Blue Origin si prepara per un secondo lancio che potrebbe avvenire già nella tarda primavera. L’annuncio arriva direttamente dal CEO dell’azienda, Dave Limp, durante la 27ª Conferenza Annuale sullo Spazio Commerciale.
New Glenn, primo volo tra successi e sfide
New Glenn, un imponente razzo alto 98 metri, ha effettuato il suo primo volo il 16 gennaio dalla Space Coast della Florida. Il test ha visto il successo della fase orbitale: il secondo stadio del razzo ha rilasciato con successo la piattaforma sperimentale Blue Ring in orbita terrestre.
Tuttavia, non tutto è andato secondo i piani. Il primo stadio del razzo non è riuscito ad atterrare su una nave drone posizionata in mare, un risultato che Blue Origin aveva previsto come una possibilità concreta. Secondo Limp, il problema è stato individuato: “I motori hanno funzionato bene durante la sequenza di atterraggio, ma non siamo riusciti a trasmettere correttamente tutto il necessario dal serbatoio al motore“.
Modifiche e preparativi per il secondo volo
Blue Origin ha già avviato le modifiche necessarie per migliorare le probabilità di successo del recupero del booster. “Le modifiche non sono complesse e non dovrebbero ritardare il nostro programma di volo“, ha assicurato Limp, confermando la finestra di lancio per la tarda primavera.
Ancora non si conosce il payload del secondo volo di New Glenn. Blue Origin sta valutando diverse opportunità, ma se non dovesse trovare un payload commerciale adatto, potrebbe optare per un simulatore di massa.
Il futuro di New Glenn
Blue Origin considera i primi 3 voli di New Glenn come test di sviluppo, ma dalla 4ª missione in poi il razzo sarà impiegato per clienti commerciali. Con una capacità di carico di 45 tonnellate in orbita bassa terrestre e un fairing di 7 metri di diametro, New Glenn si posiziona come uno dei razzi più potenti attualmente in sviluppo.
