Venerdì notte è stata ricoverata all’ospedale Sacco di Milano una paziente, classe 1970, con sintomi riconducibili a malattia invasiva da meningococco, sospetto sierogruppo W in fase di accertamento, e shock settico. La 55enne rientrava da un viaggio in Egitto con sintomi presenti da una quindicina di giorni, ricostruiscono dalla struttura in una nota, e probabilmente sottovalutati perché riconducibili ad influenza: nausea, vomito, febbre, cefalea. Sintomi che si sono man mano aggravati fino all’arrivo al Sacco in stato confusionale. “Parliamo di questo caso – spiega Giorgio Gori, direttore del Dipartimento Malattie infettive ospedale Sacco – perché è importante ricordare a tutti i cittadini che viaggiano all’estero di rivolgersi ad un Centro vaccinazioni internazionali per avere un counseling e valutare in base alle caratteristiche del viaggio tutte le vaccinazioni necessarie”.
Ats città di Milano ha effettuato l’inchiesta epidemiologica e avvisato il ministero della Salute per i necessari adempimenti anche rispetto al viaggio e al Paese di presunta origine dell’infezione. I contatti della paziente sono stati sottoposti a profilassi in coerenza con i protocolli ministeriali. L’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha segnalato già a maggio scorso la presenza di focolai di meningococco W in Arabia Saudita, ma nulla esclude che con la mobilità internazionale ci possano essere ulteriori zone a rischio, evidenziano gli esperti. Da qui l’importanza evidenziata da Gori di affidarsi a centri specializzati in viaggi internazionali prima della partenza.
E “se al rientro compaiono sintomi – continua l’infettivologo – è fondamentale che i cittadini si rivolgano immediatamente a un centro specializzato in malattie infettive come l’ospedale Sacco, in grado di effettuare velocemente diagnosi appropriate e garantire tempestività nelle cure”. Il Sacco è infatti polo universitario di eccellenza clinica e riferimento nazionale in particolare nella diagnosi e cura delle malattie infettive con percorsi dedicati che partono dal Pronto soccorso infettivologico fino a reparti e ambulatori super specialistici e laboratori di bioemergenza.


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