Al via da oggi le celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Giovanni Domenico Cassini, uno degli astri più luminosi della scienza del XVII secolo, la cui figura viene oggi ricordata come quella di un “cervello in fuga” che ha lasciato un segno indelebile nell’astronomia europea. Nato a Perinaldo, un piccolo borgo in provincia di Imperia, l’8 giugno 1625, Cassini fu il protagonista di importanti scoperte che segnarono una vera e propria rivoluzione scientifica. In vista di questo importante anniversario, il Ministero della Cultura ha istituito il “Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quarto centenario della nascita di Giovanni Domenico Cassini”, raccogliendo il supporto di istituzioni di rilievo come l’Accademia delle Scienze di Bologna, l’Università di Bologna, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e il Comune di Perinaldo.
Un’occasione per celebrare non solo il genio scientifico di Cassini, ma anche per riscoprire il legame indissolubile tra la sua terra natale e il mondo delle scoperte astronomiche, portando la sua eredità nel futuro.
“Cassini è stato un cervello in fuga“, ha raccontato ai microfoni di MeteoWeb Sandro Bardelli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “Era diventato così famoso da ricevere la nomina a direttore dell’Osservatorio di Parigi nel 1671 e da lì ha continuato la sua carriera“. La posizione acquisita rappresentava “una possibilità di carriera che qui non avrebbe avuto: è rimasto all’estero, pur conservando la cattedra a Bologna, che l’Università ha lasciato intitolata allo scienziato“.
Chi era Giovanni Cassini
Giovanni Domenico Cassini è nato a Perinaldo (IM) l’8 giugno 1625, “ha lavorato presso l’Osservatorio di Panzano (Castelfranco Emilia), divenendo in seguito professore di astronomia all’Università di Bologna, ed è poi divenuto direttore dell’Observatoire de Paris“, il primo osservatorio astronomico moderno, ha ricordato Bardelli. È stato proprio grazie agli studi avviati nel periodo bolognese che Cassini ha acquisito la sua fama mondiale.
Le scoperte
Sono tante le scoperte dell’importantissimo scienziato italiano: “Cassini ha scoperto la separazione degli anelli di Saturno, che porta il suo nome: gli anelli non sono continui, c’è una striscia nera, una mancanza chiamata discontinuità, che è diventata nota come divisione di Cassini. Ha inoltre scoperto 4 nuovi satelliti di Saturno (Giapeto, Rea, Dione, e Teti), ed ha studiato la superficie di Giove, scoprendo la Grande Macchia Rossa insieme a Robert Hooke“, ha proseguito il ricercatore INAF. Cassini è stato il primo a scoprire le reali dimensioni del Sistema Solare: “Nonostante le leggi di Keplero non si sapeva esattamente qual era scala del Sistema Solare (si conoscevano le distanze relative ma non quelle assolute): lo scienziato, osservando Marte e utilizzando come base della triangolazione la distanza tra Parigi e Caienna (Guyana francese), insieme a John Flamsteed, è riuscito a determinare la distanza tra Terra e Marte e da qui la vera dimensione del Sistema Solare“.
All’interno della Basilica di San Petronio ha realizzato la più grande e precisa meridiana del mondo: “In questo modo, a seguito di studi, è riuscito a verificare le Leggi di Keplero, ha dimostrato dal punto di vista sperimentale che la Terra orbita intorno al Sole dopo Galileo“, avvalorando l’ipotesi del sistema eliocentrico a discapito del modello geocentrico più in voga a quel tempo.
I contributi di Cassini alla comprensione del Sistema Solare, che all’epoca costituiva di fatto l’intero Universo, sono universalmente riconosciuti in Italia e all’estero. Ricordiamo, ha sottolineato Bardelli, “che NASA ed ESA hanno dato il nome ‘Cassini-Huygens‘ alla missione dedicata all’esplorazione di Saturno, conclusa con la discesa sul pianeta“.
Le celebrazioni
Il Ministero della Cultura Direzione Generale educazione, ricerca e istituti culturali ha istituito il “Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quarto centenario della nascita di Giovanni Domenico Cassini” a seguito della domanda congiunta dell’Accademia delle Scienze di Bologna, dell’Università di Bologna, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del Comune di Perinaldo. “Saranno tanti gli eventi tra Genova, Perinaldo, Roma, Bologna e Loiano, cominciando da oggi con una conferenza presso l’Accademia delle Scienze di Bologna. Seguiranno successivamente il Congresso internazionale degli storici della scienza, osservazioni con telescopi, una importante conferenza il 7 marzo, e così via tanti eventi per tutto l’anno. È prevista anche la partecipazione, tra gli altri, di Amedeo Balbi per un evento a giugno, e di Amalia Ercoli-Finzi a settembre“.



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