La Cina vedrebbe spazio per negoziare con l’Amministrazione Trump e sarebbe pronta a rilanciare l’accordo commerciale che con fatica venne raggiunto nel 2020, all’epoca del primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, per poi essere disatteso. Secondo il Wall Street Journal, nel contesto del lavoro per preparare il terreno a negoziati, sarebbe incentrata sull’accordo sulla ‘Fase Uno’ la proposta del gigante asiatico dopo i dazi imposti dall’Amministrazione Usa. Per il giornale, nessuna delle due parti sembra pronta a una guerra commerciale a tutto campo.
L’intesa sulla ‘Fase Uno’ prevedeva che la Repubblica Popolare aumentasse fino a 200 miliardi di dollari in due anni gli acquisti di beni e servizi americani (186 miliardi nel 2017). Stando alle fonti – sia a Washington che a Pechino – del Wsj, il ‘piano’ cinese prevederebbe anche un’offerta per maggiori investimenti negli Usa, a cominciare dalle batterie per le auto elettriche, un rinnovato impegno a non svalutare lo yuan e a ridurre l’export di precursori del fentanyl. Pechino sarebbe anche intenzionata a gestire il dossier TikTok come “questione commerciale”.
Pechino, dicono le fonti del Wsj, considera i dazi al 10% un modo per esercitare pressione, ma non “massima pressione” (i minacciati dazi fino al 60%). E il ministero del Commercio della Repubblica Popolare ha annunciato che porterà il dossier all’Organizzazione mondiale del commercio. L’ambasciata cinese a Washington ha chiesto agli Usa di “correggere gli errori”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?