Il governo argentino ha riconosciuto che sta valutando l’uscita del Paese dall’Accordo di Parigi, trattato internazionale vincolante entrato in vigore nel 2016, che propone di contenere il riscaldamento globale a meno di 2°C. “L’uscita dall’Accordo di Parigi è in fase di valutazione“, ha dichiarato il portavoce della presidenza, Manuel Adorni, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Rosada, sede dell’esecutivo. L’attuale governo presieduto da Javier Milei seguirebbe così l’esempio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha preso la stessa decisione durante il suo primo mandato (2017-2021) e ora nuovamente durante il secondo.
A metà novembre, il Presidente argentino ha ordinato il ritiro della delegazione del Paese dalla 29esima conferenza delle parti (COP29) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si stava svolgendo a Baku, capitale dell’Azerbaigian. La posizione del capo dello stato, che ha impedito all’Argentina di partecipare alle negoziazioni del vertice climatico, ha inoltre comportato il rifiuto di prendere decisioni sul finanziamento necessario per affrontare il cambiamento climatico.
Milei ha eliminato il Ministero dell’Ambiente e aveva già minacciato di abbandonare l’Accordo di Parigi, malgrado il Paese abbia firmato accordi internazionali vincolanti in cui si è impegnato ad adottare misure nella lotta contro il cambiamento climatico.


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