La crescita di nuovi data center potrebbe mettere a dura prova i sistemi energetici europei, indebolendo i piani climatici nazionali e dell’Ue. Lo rileva un nuovo studio di ‘Beyond Fossil Fuels’, secondo cui la corsa alle nuove tecnologie tra cui l’intelligenza artificiale sta portando a un sensibile aumento della domanda di energia e delle emissioni di gas serra, sia attraverso l’espansione delle infrastrutture del gas sia spingendo altri settori verso i combustibili fossili. Lo studio arriva mentre i leader mondiali e i CEO delle Big Tech si incontrano all’Artificial Intelligence Summit di Parigi per discutere degli impatti del settore sulla società, l’economia e l’ambiente.
Secondo l’analisi di Beyond Fossil Fuels, associazione di oltre 60 think tank e organizzazioni non governative con sede a Berlino, la domanda di elettricità dei data center in Europa potrebbe aumentare fino al 160% entro il 2030, raggiungendo i 287 TWh. Una cifra superiore al consumo totale di elettricità della Spagna nel 2022.
Data center ed emissioni
Lo studio esplora le implicazioni per le emissioni, indipendentemente dal fatto che questa crescita della domanda di elettricità sia soddisfatta in gran parte dai combustibili fossili o da energia rinnovabile aggiuntiva. Il rapporto stima la crescita della domanda di elettricità da parte dei nuovi Data center e le conseguenti emissioni di gas serra in base a due diverse ipotesi di approvvigionamento energetico, con scenari di domanda bassa e alta.
“Se il fabbisogno energetico dei nuovi data center dovesse essere soddisfatto in larga parte dal gas fossile, avrebbe conseguenze negative per le persone e per il clima. Le emissioni annuali dei nuovi data center aggiunti nell’Ue potrebbero raggiungere i 39 milioni di tonnellate di CO2 nel 2030, più delle emissioni annuali combinate di Lituania ed Estonia (livelli del 2022)“, spiegano gli analisti.
Complessivamente, i nuovi data center potrebbero emettere 121 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nei prossimi 6 anni. Ovvero alla metà dei tagli alle emissioni di CO2 equivalente pianificati dalla Germania per il 2030 in tutti i settori.
Rinnovabili
Per questo lo studio sottolinea la necessità di garantire una fornitura extra di elettricità da fonti di energia rinnovabile. Tuttavia, spiega il rapporto, “se i nuovi data center intaccano l’energia rinnovabile già pianificata per altri settori dell’economia, il risultato sarà quello di rallentare gli sforzi di queste altre industrie per decarbonizzare, aumentando le emissioni“.
I “danni” dell’intelligenza artificiale
Il rapporto segue l’appello congiunto di oltre 100 organizzazioni che esortano i decisori politici e i leader “a riconoscere i danni ambientali dell’intelligenza artificiale”. “In un momento in cui gli operatori del sistema energetico europeo stanno lavorando per soddisfare le richieste della transizione energetica e gli obiettivi climatici dell’Europa, i requisiti di elettricità aggiuntivi derivanti dalla crescita dei nuovi data center potrebbero rappresentare una vera sfida – ha confermato Jill McArdle, International Corporate Campaigner di Beyond Fossil Fuels -. Se la crescita dei data center si basa sul gas fossile, alimenterà la crisi climatica. Per evitare ciò, l’espansione deve andare di pari passo con la creazione di energia rinnovabile aggiuntiva. Se le aziende tecnologiche non riescono ad allineare la crescita della domanda con la scienza del clima, questa deve essere limitata”.
Anche secondo Jerry MacEvilly, responsabile del Policy Change di Friends of the Earth Ireland, “questa ricerca dovrebbe essere un campanello d’allarme per i decisori, che il concetto di crescita sostenibile e illimitata per i data center è un mito. Solo in Irlanda si prevede che i data center raggiungeranno il 30% della domanda di elettricità entro il 2030, crescendo molto più velocemente dell’energia rinnovabile acquistata per soddisfare le loro esigenze e collegandosi alla rete del gas per aggirare i vincoli della rete elettrica. Questi risultati a livello Ue e in Irlanda sottolineano la necessità di un controllo sulle Big Tech e di una nuova politica Ue dedicata per regolamentare la domanda e prevenire il blocco del gas per i nuovi data center“.
Per Pierre Terras, responsabile del programma Beyond Fossil Fuels, “l’alimentazione dei nuovi Data center non può pregiudicare gli sforzi sul clima. Ciò di cui abbiamo bisogno è l’intelligenza climatica. Le grandi aziende tecnologiche devono adeguare i loro Data center affamati di energia alla capacità di energia rinnovabile e ai limiti del pianeta, altrimenti non dovrebbero costruirli affatto”.


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