“Da oltre 30 anni vi avvertono della imminente apocalisse“, eppure “nessun punto di non ritorno è occorso. Niente di niente“: sono le parole del prof. Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena, tra i massimi esperti in Italia di questioni climatiche e ambientali, che su La Verità evidenzia come “continuano le profezie catastrofiste, anche se gli allarmi passati sono stati smentiti“.
“Da oltre 30 anni vi avvertono della imminente apocalisse. ‘La nostra casa è in fiamme’ strilla Greta Thunberg. Ma Greta è una bambina che nulla sa: chi la ascolta? Peccato però che ‘la Terra bolle’ sono anche le testuali parole del segretario generale dell’ONU, che non è un bambino e, presumibilmente, è uno studiato. E, sempre presumibilmente, sarebbero stati gli studi a suggerirgli di allarmare il mondo intero che il medesimo sarà presto sommerso dall’acqua“, afferma il prof. Battaglia. “Gli anni mancanti al diluvio universale (o, a seconda dell’umore, alla desertificazione universale) sono stati sempre numeri da cabala, a loro modo magici. Tipo: ‘Fra sette anni i ghiacci ai poli saranno completamente sciolti’, assicurava Al Gore alla sua prolusione Nobel nel 2007; oppure: ‘Abbiamo solo 100 mesi’, calcolava Carlo d’Inghilterra“. “Comunque sia – prosegue l’intervento del prof. Battaglia su La Verità – il tempo è sempre stato in grave scadenza, e siamo sempre stati esortati a ‘fare in fretta’. Fare cosa? Beh, per tutti il rimedio è sempre stato chiaro: eliminare le emissioni di CO₂“. “Il problema – l’enorme problema – di costoro è che nessuna delle loro previsioni si è realizzata. Nessun punto di non ritorno è occorso. Niente di niente. Certo, eventi meteorologici a noi sgraditi ci sono stati, ma nulla di diverso di quanto occorso 100, 500 o 1.000 anni fa. Il ghiaccio dei poli è sempre lì e le maree alle Maldive non hanno mostrato alcun aumento negli ultimi decenni“.
E la CO₂? “Una cosa è assolutamente certa. Poiché siamo stati in grado di determinarne con accuratezza i valori atmosferici nel corso della storia, è stato dimostrato empiricamente che l’anidride carbonica non ha mai – ripeto: mai influenzato la temperatura del nostro pianeta. La ragione è di una semplicità disarmante: la Terra emette radiazioni con lunghezza d’onda compresa fra 5 e 50 micron, ma quella negli intervalli 5-14 micron e 16-50 micron e trasparente alla CO₂, la quale assorbe solo la radiazione compresa fra 14 e 16 micron; ma la CO₂ naturalmente presente assorbe già tutta la radiazione di 14-16 micron, cosicché ogni aggiunta di CO₂ nulla fa all’effetto serra“.
“Ci sono decine di altre cose che sconfessano gli allarmi di cui siamo stati vittime per 30 anni“, prosegue il prof. Battaglia. “Quello che ho appena esposto dovrebbe tagliare la testa al toro, anche se è leggermente tecnico. Ma forse le parole dei mercanti di terrore potrebbero convincervi di più. C’è solo l’imbarazzo della scelta ed ecco di seguito alcune perle. Dai rapporti del Club di Roma (think tank consulente per il clima delle Nazioni Unite):
‘Il nemico comune dell’umanità è l’uomo. Nel cercare un nuovo nemico che ci unisse, ci è venuta l’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e simili facessero al caso nostro’.
Da Christiana Figueres (segretario esecutivo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici):
‘Il nostro obiettivo non e è salvare il mondo dalla calamità ecologica, ma cambiare il sistema economico. Questa è probabilmente il compito più difficile che ci siamo dati: trasformare il modello di sviluppo economico per la prima volta nella storia dell’umanità’.
In altre parole, distruggere il capitalismo in cambio di governo unico mondiale e controllo economico su ogni individuo. Da Timothy Wirth (presidente della Fondazione Nazioni Unite):
‘Dobbiamo affrontare il problema del riscaldamento globale. Anche se la teoria del riscaldamento globale è sbagliata, faremo la cosa giusta in termini di politica economica e ambientale’.
Da Ottmar Edenhofer (alto funzionario dell’IPCC, il Comitato Onu sui cambiamenti climatici):
‘Bisogna liberarsi dall’illusione che la politica climatica internazionale sia una politica ambientale. Non lo è. Si tratta in realtà di come ridistribuire di fatto la ricchezza del mondo’.
E, di tutta evidenza, non è distribuzione dai ricchi ai poveri, ma dai quasi poveri al ristretto club del mercanti di terrore medesimi. Da Christine Stewart (già ministro canadese dell’ambiente):
‘Non importa se la scienza del riscaldamento globale è tutta fasulla, il cambiamento climatico offre la più grande opportunità di realizzare giustizia e uguaglianza nel mondo’.
Già, ma come? Lo ha detto Klaus Schwab (World economie forum): ‘Non possedete nulla e sarete felici’,” conclude il prof. Battaglia.


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