Lo sterminio dei lupi in Scozia, risalente a 250 anni fa, ha lasciato i cervi rossi della regione senza predatori naturali, permettendo alla popolazione di crescere fino ai 400.000 esemplari attuali. La massiccia presenza di questi erbivori, tuttavia, ostacola la rigenerazione degli alberi, in un territorio che presenta oggi solo il 4% di copertura forestale, tra le più basse a livello europeo. Ora, secondo un nuovo studio, la reintroduzione dei lupi nelle Highlands scozzesi potrebbe aiutare le foreste native ad espandersi, contribuendo così all’assorbimento di un milione di tonnellate di CO2 all’anno. Lo studio è stato pubblicato su Ecological Solutions and Evidence.
Per valutare il potenziale impatto del ripristino dei lupi sull’ecosistema, i ricercatori dell’Università di Leeds hanno utilizzato un modello predatore-preda, stimando che una popolazione di 167 esemplari sarebbe sufficiente a ridurre i cervi rossi a un livello tale da garantire la rigenerazione naturale degli alberi. Ogni lupo contribuirebbe a un assorbimento annuo di 6.080 tonnellate di CO2, con un valore economico di 154.000 sterline per predatore. In totale, i ricercatori stimano una riduzione pari a circa il 5% dell’obiettivo di rimozione del carbonio per le foreste del Regno Unito, come indicato dal Comitato per il Cambiamento Climatico del Paese per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
“C’è un crescente riconoscimento del fatto che le crisi climatiche e della biodiversità non possono essere gestite separatamente – ha dichiarato il professor Dominick Spracklen, autore principale dello studio e membro della School of Earth and Environment dell’Università di Leeds –. Dobbiamo considerare il ruolo potenziale dei processi naturali, come la reintroduzione delle specie, per ripristinare i nostri ecosistemi degradati, che a loro volta possono offrire benefici sia per il clima che per la natura”.
I lupi in Europa
Attualmente, la popolazione di lupi nell’Europa occidentale supera i 12.000 esemplari e occupa il 67% del loro storico areale europeo, comprese zone densamente popolate come i Paesi Bassi. Nel Regno Unito, la possibile reintroduzione dei carnivori rimane un argomento di dibattito, contrastato con forza dagli allevatori di bestiame e dai cacciatori di cervi.
Un impatto positivo
Secondo gli autori, tuttavia, l’impatto positivo dei lupi meriterebbe una maggior considerazione. Oltre ai vantaggi per l’ambiente, infatti, la loro presenza ridurrebbe gli incidenti stradali causati dai cervi, rallenterebbe la diffusione della malattia di Lyme associata agli erbivori e limiterebbe i costi del loro abbattimento.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Lee Schofield, co-autore della ricerca – è fornire nuove informazioni per supportare le discussioni in corso e future sulla possibilità di reintrodurre i lupi, sia nel Regno Unito che altrove. Riconosciamo che sarebbe essenziale un coinvolgimento ampio e inclusivo degli stakeholder e del pubblico prima di poter prendere in considerazione una reintroduzione dei lupi. I conflitti tra esseri umani e fauna selvatica sono comuni e devono essere affrontati attraverso politiche pubbliche che tengano conto delle percezioni delle persone, affinché una reintroduzione possa avere successo”.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?