COP16 di Roma: accordo per la Conservazione della Natura

L'intesa è arrivata dopo il fallimento della precedente conferenza in Colombia,

Al termine della COP16 a Roma, i Paesi del mondo hanno raggiunto un compromesso cruciale per la protezione della biodiversità. Questo accordo, frutto di intensi negoziati tra Paesi ricchi e in via di sviluppo, punta a raccogliere 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per fermare la distruzione della natura. Il piano include un incremento significativo del finanziamento, con 30 miliardi destinati ai Paesi più poveri, che dovranno essere mobilitati dai Paesi sviluppati.

L’intesa è arrivata dopo il fallimento della precedente conferenza in Colombia, dove le divergenze tra le nazioni avevano messo a rischio l’efficacia degli sforzi internazionali. Tuttavia, grazie a un compromesso reciproco, si è evitato un nuovo fallimento del multilateralismo ambientale. Un lungo applauso ha salutato il discorso conclusivo di Susana Muhamad, ministro colombiano dell’Ambiente e presidente della conferenza. La riuscita dell’accordo è stata celebrata anche dal ministro canadese dell’Ambiente, Steven Guilbeault, che ha sottolineato l’importanza di questo successo in un periodo geopolitico instabile.

Un aspetto centrale dell’accordo è il piano quinquennale che dovrebbe garantire la protezione del 30% delle terre e dei mari entro il 2030, un passo significativo rispetto agli attuali 17% e 8%. L’accordo prevede anche l’adozione di indicatori chiari per monitorare i progressi. Tuttavia, la creazione di un fondo ad hoc per finanziare questi sforzi sarà rinviata al 2028, quando la COP18 si terrà in Armenia, con una discussione più approfondita su come rendere i fondi esistenti più equi ed efficaci, specialmente per i Paesi in via di sviluppo.