Secondo un rapporto di KfW Research, il prezzo relativamente basso dell’elettricità rispetto al gas è un fattore importante per accelerare l’adozione delle pompe di calore in Germania e in Europa. La relazione conclude che, in queste condizioni, le pompe di calore alimentate elettricamente sono frequentemente utilizzate a livello europeo, anche tenendo conto delle condizioni specifiche di ogni Paese. I dati dell’indagine del Barometro della transizione energetica di KfW Research confermano questa tendenza: le famiglie citano la convenienza come fattore chiave per l’utilizzo delle pompe di calore. Secondo gli autori, un continuo aumento del prezzo della CO₂ – che renderebbe più costoso il riscaldamento a gas – potrebbe contribuire ad ampliare il divario di prezzo tra elettricità e gas.
Ciò è previsto in seguito all’ampliamento del sistema europeo di scambio di quota di emissione a partire dal 2027. Un’altra possibilità è quella di offrire tariffe elettriche per le pompe di calore che variano nel tempo, in modo che funzionino nei periodi in cui l’elettricità è abbondante e quindi i prezzi dell’energia sono più bassi. Negli ultimi dieci anni le vendite di pompe di calore in Europa sono quasi quadruplicate. Dei 21 Paesi analizzati nel rapporto, la Spagna si è classificata all’11° posto, la Germania al 17°, con 11 pompe di calore vendute ogni 1.000 famiglie nel 2023, e la Norvegia è al primo posto, con 57 pompe di calore. Nel complesso, secondo il rapporto, circa il 98 % degli edifici in Norvegia è dotato di una pompa di calore, rispetto al 27 % della Germania.



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