Elettricità, Paesi baltici disconnessi dalla Russia: Ministro spiega la situazione dei prezzi

Il processo di disconnessione è iniziato sabato 8 febbraio

Lo scorso fine settimana, i Paesi Baltici hanno completato con successo la disconnessione dalla rete elettrica russa BRELL, collegandosi alla rete energetica unificata dell’Europa continentale. Contrariamente a quanto temuto da alcuni osservatori, questo cambiamento non ha portato a un aumento dei prezzi dell’elettricità in Lettonia, Estonia e Lituania.

Il Ministro del Clima e dell’Energia della Lettonia, Kaspars Melnis, ha dichiarato in un’intervista al programma “Rīta panorāma” di LTV che il prezzo dell’elettricità ha mostrato tendenze positive. Ieri, ad esempio, il prezzo medio dell’elettricità in Lettonia sulla borsa Nord Pool era di 146 euro per megawattora (EUR/MWh), in calo rispetto ai 154 EUR/MWh registrati il 3 febbraio.

L’analisi dei dati di Nord Pool conferma questa tendenza: il 7 febbraio il prezzo medio dell’elettricità in Lettonia era di 119 EUR/MWh, l’8 febbraio era sceso a 63 EUR/MWh e il 9 febbraio era risalito a 128 EUR/MWh. Queste variazioni rientrano nella normale fluttuazione del mercato e non sembrano essere influenzate negativamente dal distacco dalla rete russa.

Il processo di disconnessione è iniziato sabato 8 febbraio, quando i Paesi Baltici hanno interrotto il collegamento con la rete russa procedendo da Sud verso Nord. Durante circa 24 ore, la regione ha operato in un sistema elettrico isolato, prima di collegarsi alla rete energetica dell’Europa continentale tramite la connessione polacca della Lituania il 9 febbraio.

L’operazione rappresenta un passo strategico per la sicurezza energetica della regione, riducendo la dipendenza dalla Russia e rafforzando l’integrazione con il mercato energetico europeo. Le attuali dinamiche dei prezzi suggeriscono che la transizione è avvenuta senza impatti negativi sui costi per i consumatori.